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54 minuti fa

Banca Sistema, Intermonte riprende copertura con Outperform: focus su piano e dividendi

(Teleborsa) - Intermonte ha ripreso la copertura su Banca Sistema, quotata su Euronext STAR Milan, con un target price di 1,85 euro per azione e una raccomandazione "Outperform", dopo che la fusione con CF+ l'ha trasformata da una banca di factoring di piccole dimensioni in una piattaforma diversificata di finanza specializzata.Il broker ritiene che vi sia un percorso credibile, in gran parte autonomo, verso una maggiore redditività, con un ROTE rettificato che si avvicina all'11% entro il 2028, trainato dalle sinergie di costo e da una crescita organica normalizzata piuttosto che da fattori macroeconomici, unitamente a un rafforzamento del capitale autofinanziato verso un coefficiente CET1 di circa il 14%. "A nostro avviso, il mercato continua a valutare Banca Sistema sulla base della vecchia narrativa di banca di piccole dimensioni, mentre il completamento della fusione, il nuovo Business Plan e la potenziale ripresa della distribuzione dei dividendi potrebbero fungere da catalizzatori nei prossimi dodici mesi", si legge nella ricerca.Scendendo nei dettagli, il gruppo risultante dalla fusione, controllato da Elliott, si articola in cinque linee di prodotto complementari (Factoring, Crediti d'imposta, Finanziamenti, Prestiti garantiti da stipendi e un portafoglio di crediti in fase di liquidazione), nessuna delle quali dominante; il factoring scende dal 55% del portafoglio autonomo di Banca Sistema al 40%, abbinato ad attività con assorbimento di capitale quasi nullo (Crediti d'imposta, Finanziamenti garantiti dallo Stato). Si tratta di un istituto di credito specializzato, non di un operatore di crediti deteriorati (NPL): l'esposizione derivante da NPL (Legacy) è in fase di liquidazione e protetta da un APS, mentre il factoring di PA rappresenta meno del 10% del totale delle attività.Sulla base della stima di sinergie di costo pari a circa 11 milioni di euro (circa 10% della base di costi combinata), il rapporto costi/ricavi scende dal 67% al 54% e il ROTE rettificato più che raddoppia, raggiungendo circa l'11% entro il 2028. Il principale motore degli utili è la riduzione e la normalizzazione dei costi, il che rende la traiettoria insolitamente autodeterminata. Gli utili dichiarati per il 2026 sono incrementati da circa 76 milioni di euro di badwill; viene previsto un utile rettificato di circa 12 milioni di euro, pari a un EPS di 0,09 euro, in aumento a 0,28 euro entro il 2028.Il coefficiente CET1 sale da circa il 12,9% a circa il 14% nel periodo di previsione, grazie a un rilascio di capitale di circa l'1,0-1,5% derivante dalla fusione e dal deconsolidamento di Kruso Kapital, oltre alla generazione organica, mentre il  tangible book cresce a un tasso di circa l'11% annuo. "Non essendo previsti dividendi al momento, una volta revocate le restrizioni, qualsiasi politica di distribuzione risulterebbe positiva e un potenziale fattore scatenante per un re-rating", viene sottolineato".I principali catalysts a breve termine sono: il completamento della fusione legale/operativa e del deconsolidamento di KK (entro la fine del 2026), il nuovo piano (fine del 2026/inizio 2027) e la chiarezza sulla distribuzione. I rischi principali sono: le sinergie nella ricerca di Intermonte sono stime degli analisti (non ancora quantificate dal management) con circa 25 milioni di euro di costi di integrazione anticipati; la riduzione del rischio del factoring PA (calendar provisioning) sarà fondamentale; parte del rendimento del factoring del 7% include anche gli interessi di mora (circa il 5,2% ex-LPI); e il flottante è ancora limitato e sotto il controllo di Elliott.
Fonte: Teleborsa