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1 ore fa

Banche italiane, Barclays si aspetta quarto trimestre solido. BPER rimane la preferita

(Teleborsa) - Barclays non ravvisa rischi significativi per le riduzioni del consensus nel breve termine per le banche italiane, se vengono esclusi gli aggiustamenti connessi all'aliquota fiscale che potrebbero non essere ancora pienamente implementati. Per il 2026, viene previsto un NII stabile su base annua e commissioni in aumento del +5% su base annua; inoltre, una crescita delle rettifiche su crediti del +9% su base annua. Nel complesso, la resilienza degli utili (ROTE medio 2026 al 18% e ROTE medio 2028 al 19,3%) e la limitata espansione del bilancio suggeriscono che i coefficienti CET1 rimarranno solidi e che la distribuzione costituirà un punto di forza chiave (previsto ora un rendimento totale di DPS e buyback dell'8,2% in media). "Considerando la percezione favorevole del debito sovrano (e il basso spread BTP-Bund), nonché la redditività e il mix distributivo, riteniamo che le banche italiane siano ancora ben posizionate, sebbene la loro crescita per azione (EPS) sia inferiore alla media europea (CAGR EPS rettificato 2025-27 del +11% in Italia o del +6% a parità di condizioni, contro il +13% delle banche europee che seguiamo)", si legge nella ricerca.Barclays in Italia preferisce BPER, perché è un'interessante storia di self-help, con una solida base patrimoniale, dove il consensus non è troppo esigente. Barclays è Overweight anche su Intesa Sanpaolo, dove ritiene che il KPI del piano aziendale rappresenti un caso di investimento convincente, su UniCredit e su Banco BPM. Su quest'ultima, tuttavia, intravede un certo rischio di "travel-and-arrive" nel breve termine, in attesa del rinnovo del board ad aprile e di ulteriori sviluppi strategici successivi.Gli analisti ritengono che MPS potrebbe essere la banca meglio posizionata per il quarto trimestre, seguita da UniCredit, grazie al potenziale di nuovi annunci di distribuzione. In termini di trend puramente relativi al quarto trimestre, i trend più significativi si registrano presso BPER. In termini di potenziali catalizzatori nei risultati/distribuzioni: 1) Intesa comunicherà l'ammontare del suo buyback sugli utili del 2025 (previsti 2 miliardi di euro); 2) UniCredit potrebbe aumentare la componente DPS nel suo payout dell'80% a partire dal 2026: 3) Per MPS, l'annuncio del DPS del 2025 e della distribuzione del 2026 potrebbero essere catalizzatori rilevanti. 4) Banco BPM potrebbe annunciare una distribuzione aggiuntiva, poiché il suo coefficiente CET1 si sta avvicinando al 13,5% (0,4 miliardi di euro di buyback riporterebbero il coefficiente CET1 per l'anno fiscale 2025 al 13%).Guardando alle variazioni dei target price, Barclays alza il TP su UniCredit a 79 euro da 71,6, taglia il TP di Mediobanca (Underweight) a 17,1 euro da 17,5, aumenta quello su Credem (Underweight) a 15,7 euro da 14,8, alza quello di BPER a 13,7 euro da 12,5, incrementa quello su MPS (Equal Weight) a 9,2 euro da 8,2 e infine quello su Banco BPM a 15,5 euro da 14,7.
Fonte: Teleborsa