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52 minuti fa
L'AI potrà generare fino a 320 miliardi di euro di valore economico nel retail europeo
(Teleborsa) - Una trasformazione basata sull’AI estesa all’intera organizzazione potrebbe generare tra 240 e 320 miliardi di euro di valore economico per il retail europeo nei prossimi cinque anni, attraverso crescita dei ricavi, miglioramento dei margini e maggiore produttività. Il potenziale incremento dell’EBITDA è stimato tra 4 e 10 punti percentuali. É quanto emerge da un report realizzato da McKinsey & Company in collaborazione con EuroCommerce.La ricerca combina l’analisi dei dati di mercato e degli investimenti strategici dei retailer europei con una survey condotta su 36 dirigenti del settore, interviste con i responsabili digitali e tecnologici di ASOS, IKEA, ADEO e REWE e il contributo di oltre 20 esperti.Secondo McKinsey il maggiore potenziale riguarda il softline retail, che comprende comparti come moda, calzature, beauty e personal care: l’AI potrebbe determinare un miglioramento dell’EBITDA compreso tra 8 e 10 punti percentuali, equivalente a 100-130 miliardi di euro. Nel grocery il potenziale è stimato in 4-6 punti, pari a 90-130 miliardi, mentre nell’hardline retail, come elettronica, arredamento, bricolage e articoli sportivi, raggiunge 6-8 punti, pari a 50-60 miliardi.Le maggiori opportunità si concentrano nella definizione di prezzi, promozioni e assortimenti, che da sole possono contribuire per 2-4 punti percentuali all’EBITDA. Eppure, soltanto il 15% degli investimenti in AI dei retailer intervistati è destinato a queste aree, contro il 44% concentrato nel marketing e il 23% nelle funzioni di supporto.Il report evidenzia che il principale ostacolo non è più l’accesso alla tecnologia, ma la capacità di applicarla su scala. L'80% dei dirigenti, infatti, ritiene che sia ancora troppo presto per valutarne l’impatto sull’EBITDA. Inoltre, oltre un quarto degli intervistati dichiara di avere più di 50 casi d’uso prioritari, ma meno del 15% di questi è stato effettivamente portato su scala.Conseguente nota dolente è che le barriere organizzative pesano più di quelle tecniche: il 48% delle difficoltà segnalate riguarda formazione, gestione del cambiamento, ridisegno dei processi, responsabilità decisionali e modelli di finanziamento, contro il 42% legato a dati, infrastrutture tecnologiche, sicurezza e aspetti legali. Solo il 41% degli intervistati ritiene di disporre delle competenze necessarie per sviluppare e scalare l’AI.Il tutto deve fare i conti con il rapido cambiamento del comportamento dei consumatori. L’84% degli europei dichiara di utilizzare strumenti di AI nella vita quotidiana e il 38% li impiega attivamente per cercare prodotti e orientare le decisioni di acquisto. Circa il 15% ha già utilizzato strumenti di AI direttamente sui siti dei retailer, mentre tra l’1% e il 3% ha completato un acquisto attraverso una piattaforma di AI. Il report individua tre fasi nello sviluppo dell’agentic commerce: l’ottimizzazione dei contenuti per i motori generativi, le esperienze di acquisto guidate dall’AI e, in prospettiva, il commercio autonomo, nel quale gli agenti possono confrontare prodotti, negoziare condizioni ed effettuare acquisti per conto del consumatore. A livello globale, questo mercato potrebbe orchestrare transazioni per un valore compreso tra 3.000 e 5.000 miliardi di dollari entro il 2030.La trasformazione basata su AI avrà necessariamente un impatto sul lavoro: fino al 75% dei ruoli nel retail potrebbe essere ridefinito dall’AI, senza che questo significhi necessariamente la loro sostituzione. Nei prossimi cinque anni potrebbero cambiare due terzi delle competenze richieste, mentre le persone si concentreranno maggiormente su supervisione, giudizio, relazione con il cliente e coordinamento dei sistemi automatizzati.Secondo McKinsey, infine, per trasformare questo potenziale in risultati concreti i retailer dovranno concentrare gli investimenti su poche aree ad alto impatto, ridisegnare i processi anziché limitarsi ad aggiungere nuovi strumenti, rendere accessibili agli agenti AI i dati su prodotti, prezzi e disponibilità e accompagnare la trasformazione con programmi continui di formazione e riqualificazione.(Foto: Rappresentazione artistica dell'approccio relazionale all'informatica)
Fonte: Teleborsa