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38 minuti fa

Barclays rivede giudizi sulle banche italiane: UniCredit resta la preferita

(Teleborsa) - Barclays ritiene che i fondamentali delle banche italiane rimangono solidi e si aspetta risultati del terzo trimestre e previsioni altrettanto solidi. A seguito della recente correzione di mercato, le valutazioni "non risultano più onerose", si legge in una nota sul settore, dove viene indicata UniCredit come scelta preferita, mentre BPER è quella che mostrerà i trend più forti per il terzo trimestre.Oltre agli sviluppi legati a operazioni di M&A - che potrebbero continuare a rappresentare il principale motore per le banche italiane - Barclays individua tre elementi chiave alla base della tesi di investimento: 1) Fondamentali: solidi per tutti gli istituti analizzati. Il tasso di crescita composto annuo (CAGR) dell'utile per azione (EPS) rettificato previsto per i prossimi tre anni varia dal +13% al +3% (dato che non include potenziali operazioni di M&A non ancora perfezionate, il potenziale potrebbe essere superiore). Si riscontra un controllo dei costi ai vertici del settore (su base stand-alone/omogenea, i costi sarebbero generalmente in calo su base annua, a fronte di un CAGR dei costi dichiarato per il periodo 2025-2028 pari al +7%) e un buon slancio dei ricavi (CAGR 2025-2028 previsto al +12%), che si traduce in una dinamica operativa favorevole (crescita dei ricavi superiore a quella dei costi). 2) Valutazione: analizzando il rapporto tra ROTE (rendimento sul capitale tangibile) e P/TAV (prezzo/valore contabile tangibile), le banche italiane con rating "Overweight" - ovvero UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM e BPER - appaiono ancora sottovalutate. Considerando il rapporto P/E (prezzo/utile) e il CAGR dell'EPS, UniCredit risulta particolarmente interessante nel contesto europeo; guardando al rendimento totale (total return yield), la maggior parte delle banche italiane presenta indicatori positivi, in particolare Intesa e UniCredit. 3) Sentiment: con l'intensificarsi delle discussioni sulla Legge di Bilancio nelle prossime settimane e in vista delle elezioni del 2027, è possibile che anche in Italia aumenti la percezione del rischio politico. Lo spread sui titoli di Stato ha già iniziato ad ampliarsi e il livello assoluto dei rendimenti risulta elevato rispetto ad altri Paesi europei; di conseguenza, è aumentato anche il costo del capitale proprio (CoE) implicito.Barclays ritiene che UniCredit presenti buoni indicatori sulla base dei tre elementi sopra menzionati, risultando preferibile rispetto alle altre banche italiane analizzate. Nel rapporto illustra la tesi di investimento su UniCredit: a) nel breve termine, prevede revisioni al rialzo delle stime di utile da parte del consensus, sostenute da tassi di interesse più elevati, dal costante focus sulla crescita organica e dal consolidamento integrale di Commerzbank; b) nel medio termine, ulteriori sviluppi in Germania - che consentirebbero a UniCredit di attuare il piano "Unlock" per Commerzbank - dovrebbero favorire la creazione di valore; c) nel medio-lungo periodo, ritiene che UniCredit stia lavorando su più fronti anche in Italia, il che potrebbe costituire un ulteriore catalyst positivo.Barclays ha abbassato il target price su Banco BPM a 16,2 euro per azione (-6%), confermando il rating Overweight. Lo ha alzato su MPS (10,50 euro, +4%; Equal Weight), su BPER (17,10 euro, +5%; Overweight), su Credem (19,40 euro, +8%; Underweight), su Intesa Sanpaolo (7,70 euro, +5%; Overweight), su Mediobanca (19,90 euro, +8%; Underweight). Confermato su UniCredit (102,60 euro; Overweight).
Fonte: Teleborsa