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1 ore fa

OCSE: l'Italia cresce ma resta indietro su produttività, partecipazione femminile e debito pubblico

(Teleborsa) - Il PIL pro capite italiano è cresciuto nell'ultimo decennio, trainato principalmente dall'aumento dell'occupazione, ma restano ancora aperte diverse sfide su più fronti, dal debito pubblico all'occupazione femminile e alla produttiva in fase di rallentamento. Sono alcune delle indicazioni dell'OCSE all'Italia nella sua analisi dedicata nell'ambito del rapporto "Foundations for Growth and Competitiveness 2026".Proprio per quanto riguarda la produttività del lavoro, l'Organizzazione ha fatto notare che ha rallentato a causa di una crescita occupazionale che si è concentrata in settori ad alta intensità di manodopera e basso valore aggiunto. L'OCSE raccomanda di rafforzare gli investimenti privati in ricerca e innovazione e di mantenere un percorso credibile di consolidamento fiscale, in un contesto in cui il debito pubblico si avvicina al 150% del PIL (tra i più alti dell'area OCSE) e le pressioni di spesa per difesa, pensioni e clima sono destinate ad aumentare nei prossimi anni.Nonostante i progressi recenti, con la disoccupazione ai minimi storici e una maggiore partecipazione di donne e lavoratori anziani, i tassi di occupazione italiani restano inferiori alla media OCSE, principalmente per la ancora bassa partecipazione della componente femminile e dei giovani. L'organizzazione indica tra i fattori strutturali la carenza di politiche familiari adeguate, gli elevati cuneo fiscale e contributivo che scoraggiano il ritorno al lavoro dei beneficiari di sussidi, e la diffusione di clausole di non concorrenza (che interessano un sesto della forza lavoro) che frenano la mobilità inter-aziendale. Le raccomandazioni includono l'espansione dell'educazione della prima infanzia, il rafforzamento del congedo di paternità e la riforma degli incentivi fiscali per eliminare le aliquote marginali effettive che disincentivano l'occupazione.L'Italia presenta una delle quote più alte di NEET (giovani non occupati né in formazione) e una delle più basse percentuali di laureati nella fascia 25-34 anni tra i paesi OCSE. La spesa in ricerca e sviluppo è significativamente al di sotto della media, mentre il mercato del venture capital rimane poco sviluppato rispetto ad altri paesi comparabili. L'OCSE raccomanda di rafforzare i collegamenti tra università e imprese, potenziare gli ITS Academy specialmente nel Mezzogiorno e sostenere lo sviluppo del mercato del capitale di rischio per finanziare la crescita delle PMI.Il documento riconosce che le riforme strutturali hanno accelerato negli ultimi anni, in larga misura trainate dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L'adozione del piano fiscale-strutturale a medio termine sta contribuendo a ridurre gli spread sui tassi di interesse e i costi di finanziamento per i debitori italiani rispetto ad altre economie dell'eurozona. Sono stati riformati le aliquote IRPEF, gli incentivi alle imprese, l'istruzione tecnica e professionale, e sono state ampliate le detrazioni per i costi di previdenza sociale. L'OCSE ha inoltre sottolineato che le autorità italiane hanno spesso superato i requisiti minimi del PNRR, sviluppando sistemi propri di monitoraggio e rendicontazione dei risultati delle riforme.
Fonte: Teleborsa