Breaking News

Economia
1 ore fa

Meloni alla Camera: senza sicurezza energia più costosa, senza energia nulla da difendere

(Teleborsa) - Parlando alla Camera in vista del Consiglio Ue della prossima settimana, oltre ai temi di politica estera, Meloni ha rivendicato anche il risultato ottenuto con Bruxelles in tema di flessibilità sulle politiche energetiche: "La possibilità di attivare la National Escape Clause ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore".La premier ha difeso il pragmatismo del governo sul mix energetico - nucleare, rinnovabili, biocarburanti - ricordando che "con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili". Su questo punto, nella replica agli interventi dei deputati, Meloni ha sottolineato che il governo non è contrario alle energie rinnovabili, "siamo contrari alla speculazione".  "Se si va a guardare le posizioni e quello che accade, qualcuno sul territorio deve dare le autorizzazioni e fra i presidenti di Regione che più si oppongono ci sono quelli della Toscana e della Sardegna, quindi un po' di coerenza", ha aggiunto attaccando l'opposizione.Sul fronte ETS la presidente del Consiglio ha espresso le sue perplessità: "Dalle prime anticipazioni sulla revisione organica attesa per luglio, dal focus sulla riduzione dell'impatto sui prezzi dell'energia stiamo passando alla possibile introduzione di nuovi meccanismi che potrebbero finire per bloccare il meccanismo invece di semplificarlo". Ha quindi chiesto un mandato chiaro al Parlamento su ETS e ha ribadito l'opposizione al principio "Do no significant harm" applicato ai fondi UE: "In un mondo in cui USA e Cina mobilitano miliardi per incentivare la propria industria, l'Europa non può diventare essa stessa un ostacolo alla propria competitività".Sulla difesa, Meloni ha spiegato l'interconnessione tra sicurezza ed energia: "Queste due priorità sono interconnesse. Senza sicurezza, l'energia finirebbe per costare sempre di più. Senza energia, non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi". L'Italia si presenterà al prossimo vertice NATO con un investimento in difesa e sicurezza pari al 2,8% del PIL, "con un aumento dello 0,71% garantito soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul territorio"."Noi continuiamo a parlare di quanto si spende, ma un dibattito serio su spendere per cosa, al di là di una linea che l'Italia ha contribuito a far passare, non c'è. Oggi il tema della sicurezza è molto più ampio delle armi, dobbiamo fare i conti con il fatto che il mondo sta cambiando", ha dichiarato nella sua replica ai deputati, portando ad esempio il fatto che in Ucraina il fronte non avanza perché è completamente circondato da droni. "Un carrarmato che costa milioni di euro può essere distrutto da un drone che costa 20mila euro". È un dibattito molto importante che stento a vedere negli organismi in cui queste scelte si fanno: la nostra difesa è integrata nell'Alleanza atlantica, quel dibattito va portato avanti a livello di vertice Nato ed è una questione su cui tornerò anche al vertice Nato", ha aggiunto.Meloni ha poi annunciato visite di Stato del presidente sudcoreano Jae-Myung e della premier giapponese Takaichi, a conferma di una strategia di partnership con i Paesi dell'Indo-Pacifico.
Fonte: Teleborsa