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BCE: Wall Street sempre più immune agli shock grazie all'AI ma ora aumentano i rischi di correzioni
(Teleborsa) - Dall'inizio del boom dell'intelligenza artificiale il mercato azionario statunitense ha di fatto smesso di reagire agli shock negativi: i premi per il rischio sono rimasti quasi insensibili sia alle sorprese macroeconomiche avverse sia alle ondate di avversione al rischio globale, e le "Magnifiche 7" hanno attraversato quasi indenni il conflitto in Medio Oriente. Questa resilienza ha però un rovescio della medaglia. Per un quarto dei titoli dell'S&P 500 il premio per il rischio è ormai prossimo allo zero, la concentrazione del mercato supera il 95° percentile storico e, all'interno del comparto tecnologico, i prezzi hanno iniziato a divergere, rendendo le azioni più rischiose vulnerabili a un'inversione del sentiment. È il quadro tracciato da un riquadro del Bollettino economico della Banca centrale europea (BCE), che avverte come i passi falsi di poche big cap potrebbero trasmettersi all'intero listino.Secondo gli esperti di Francoforte, alla base del rally ci sono anzitutto gli utili. Nelle tornate di pubblicazione dei risultati dei primi mesi dell'anno molte società americane hanno mostrato performance solide, con la crescita complessiva dei profitti delle aziende dell'S&P 500 che ha nuovamente superato le attese. Questi risultati hanno alimentato le aspettative di un'ulteriore crescita, sostenuta dall'espansione degli investimenti in AI e dai previsti incrementi di produttività. La scomposizione dei rendimenti tramite un modello di sconto dei dividendi indica che le attese di un protratto aumento della redditività delle imprese rappresentano "il principale fattore alla base dei prezzi delle attività rischiose negli Stati Uniti". Le prospettive di utili elevati hanno inoltre contribuito a contenere il rischio azionario.Accanto agli utili, la BCE individua una pronunciata propensione al rischio da parte degli investitori, che ha compresso la remunerazione richiesta per detenere azioni. Il fenomeno è particolarmente marcato nel comparto tecnologico, dove si concentrano molte società legate all'AI , ma è osservabile anche in altri settori, come quello industriale. Secondo l'Istituto, ciò riflette la maggiore disponibilità a esporsi verso i titoli legati all'AI e un diffuso ottimismo sui benefici della tecnologia. All'interno dei singoli settori, inoltre, sono state proprio le azioni più rischiose a beneficiare di una valutazione più favorevole del rischio.Questa combinazione ha reso Wall Street insolitamente resiliente alle pressioni legate all'aumento dei tassi a lungo termine e alle tensioni geopolitiche. Dall'autunno 2022 i premi per il rischio azionario USA hanno mostrato reazioni "inferiori e trascurabili" agli shock avversi, in netto contrasto con le dinamiche di rivalutazione osservate in passato. Nella fase iniziale del conflitto in Medio Oriente, a marzo 2026, mentre il segmento legato all'AI e il settore tecnologico in senso ampio restavano in gran parte al riparo, comparti come i beni di consumo di base registravano cali. Anche ad aprile e maggio il mercato nel suo complesso ha retto bene, trainato dai segmenti legati all'AI.Proprio la tenuta del mercato nasconde però i principali elementi di fragilità. L'indebolimento della fiducia verso i rialzi trainati dall'AI e la crescente differenziazione dei prezzi tra le imprese tecnologiche, avverte la BCE, pongono rischi di correzioni più ampie. Sebbene il premio mediano per il rischio dei titoli tech sia rimasto compresso, le code della distribuzione si sono ampliate, segno che una parte del mercato potrebbe presto vedere gli investitori chiedere una remunerazione maggiore. A questo si aggiunge l'elevata concentrazione: l'indice Herfindahl-Hirschman si colloca sopra il 95° percentile storico per l'S&P 500 e sopra il 75° per il settore IT, tanto che un'ondata di vendite su un numero ristretto di società potrebbe trascinare al ribasso l'intero mercato.Risultati significativamente inferiori alle attese da parte di alcune big cap, in particolare quelle più esposte a ingenti investimenti in AI, potrebbero quindi propagarsi al resto del listino. Ciò, conclude la BCE, potrebbe alimentare i dubbi sulla possibilità che le aspettative ottimistiche sugli utili si realizzino contemporaneamente per tutte le imprese e sulla sostenibilità degli investimenti su larga scala finanziati a debito, in un contesto di rapida evoluzione tecnologica.
Fonte: Teleborsa