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1 ore fa
Petrolio, AIE conferma forte calo domanda 2026. Diesel al palo fino al 2027
(Teleborsa) - L'Agenzia Internazionale dell'Energia prevede per il 2026 una contrazione della domanda e dell'offerta mondiale di petrolio, influenzate da tensioni geopolitiche, costi elevati e forti carenze di gasolio. A causa del calo delle scorte e dei margini sotto pressione delle raffinerie, i mercati energetici rimarranno in tensione per tutto il resto dell'anno. Un parziale recupero di domanda e produzione è atteso nel 2027, anche se la ripresa viene definita al momento appare ancora fragile.Domanda in calo nel 2026, parziale recupero nel 2027 L'AIE prevede che la domanda mondiale diminuirà di 2,5 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre e di 2,6 mbg in media nel 2026, a causa dell'impatto della guerra con l'Ira, della limitata disponibilità di prodotti raffinati e dell'impennata dei prezzi dei carburanti. Il 25% del calo è da imputare al gasolio. Una ripresa è però attesa nel 2027, quanto un parziale recupero di 2 milioni di barili porterà la domanda al di sotto dei livelli del 2025 di 620mila barili (-0,6%).Offerta recupera ma resta al paloL'offerta globale di petrolio è aumentata a settembre di 2,5 milioni di barili, raggiungendo i 102,3 mbg, trainata dai produttori del Golfo. Gli aumenti dell'OPEC+ (2,1 mbg) sono stati guidati dall'Arabia Saudita, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno trainato gli incrementi dei paesi non OPEC+. Si prevede che l'offerta di petrolio registrerà un calo medio annuo di 5,8 milioni di barili al giorno nel 2026, attestandosi a 100,7 mb/d quest'anno, per poi invertire la tendenza e aumentare di 7,7 mbg nel 2027. Una ripresa chje l'AIE definisce "fragile" a causa dei rinnovati attacchi nel Golfo.La lavorazione globale delle raffinerie dovrebbe raggiungere il minimo stagionale di 81,3 mbg a ottobre, per poi risalire a 84,6 mbg entro la fine dell'anno. La lavorazione globale diminuirà di 2,3 mbg, raggiungendo un minimo di 81,7 mbg quest'anno, per poi aumentare di +2,8 mbg nel 2027. I costi record di trasporto e del greggio hanno schiacciato i margini in Europa e in Asia, mentre gli sconti sulle materie prime hanno spinto i margini negli Stati Uniti a nuovi massimi. Scorte in diminuzioneLe scorte globali di petrolio sono diminuite di 10 milioni di barili a settembre, poiché un ulteriore calo di 113 milioni di barili nelle scorte terrestri è stato in gran parte compensato da un'impennata delle scorte di petrolio in mare. Le scorte di greggio dei paesi non OCSE sono crollate di 76 milioni di barili, con la Cina che ha rappresentato il 78% del calo, mentre le scorte dei paesi OCSE sono diminuite di 37 milioni di barili. Le scorte globali risultano inferiori di 509 milioni di barili (-2,4 milioni di barili al giorno) rispetto alla fine di febbraio.Mercati in tensione: carenze diesel fino al 2027I mercati del gasolio sono rimasti sotto forte pressione a causa delle prolungate interruzioni dell'offerta - spiega l'AIE - che hanno costretto a prelievi di scorte in vista della manutenzione autunnale delle raffinerie e del picco della domanda invernale. Le esportazioni globali di gasolio a settembre sono diminuite di 700.000 barili al giorno su base annua, poiché una perdita di 1,3 milioni di barili al giorno da Russia e Medio Oriente è stata solo parzialmente compensata da una maggiore offerta da altre fonti.I prezzi più elevati hanno indebolito la domanda, poiché i consumatori hanno posticipato gli acquisti di gasolio da riscaldamento, prodotti sensibili al prezzo. Al contrario, la domanda di diesel, relativamente anelastica rispetto al prezzo, è rimasta forte, sostenuta dalle misure governative volte ad attenuare l'impatto dei prezzi elevati sui consumatori. Il calo delle scorte, l'aumento dei margini di raffinazione e l'acuirsi del backwardation hanno segnalato la necessità di ulteriori forniture. Tuttavia, anche con una rapida ripresa prevista della produzione delle raffinerie entro la fine dell'anno, l'offerta di gasolio non è sufficiente a soddisfare la domanda nel quarto trimestre del 2026, il che suggerisce che il ricostituzione delle scorte perse, al di fuori delle tipiche fluttuazioni stagionali, è improbabile prima della seconda metà del 2027.
Fonte: Teleborsa