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1 ore fa
Ricerca Experian, Banche e AI: per l'84% è una priorità, ora la sfida è il ROI
(Teleborsa) - L’89% degli istituti di credito considera l’intelligenza artificiale una priorità strategica alta o critica, ma un nuovo studio di Experian rivela una significativa disconnessione tra la scelta dell’AI e la concreta realtà finanziaria. Sebbene, infatti, una forte maggioranza dei leader del settore stia accelerando gli investimenti in AI, un sostanziale 38% fatica ancora a dimostrare un ritorno tangibile sugli investimenti già in atto.La ricerca Experian, che ha coinvolto senior decision-maker negli Stati Uniti e nel Regno Unito, conferma che l’AI è ormai elevata a rango di strategia di business fondamentale per i servizi finanziari. L’89% degli intervistati afferma che l’AI svolgerà un ruolo critico nell’intero ciclo di vita del credito, dall’erogazione alla gestione del recupero. Questa tendenza globale è vividamente riflessa in mercati europei chiave come l’Italia. Qui, secondo recenti report nazionali di settore (tra cui analisi di NTT DATA e GFT Technologies), l’adozione dell’AI si sta concretizzando in tre aree chiave: miglioramento del servizio di assistenza ai clienti (61%), personalizzazione delle iniziative marketing (55%) e automazione dei processi (54%). Queste direzioni applicative confermano l’allineamento con le priorità di efficienza e accuratezza evidenziate a livello internazionale.Nonostante il riconoscimento unanime dell’importanza dell’AI, un numero significativo di istituti di credito rimane comunque cauto. Lo studio, infatti, identifica come principali barriere che rallentano l’adozione dell’AI la complessità di integrazione, l’incertezza sul ritorno sull’investimento (ROI), i costi elevati e la mancanza di competenze interne, confermando la priorità per le imprese di credito di avere evidenze accurate e misurabili delle implementazioni in corso prima di espandere l’integrazione dell’AI."I risultati svelano una sfida nell’integrazione della AI nei processi bancari e finanziari", ha dichiarato Giulio Mariani, Director Data &AI di Experian. "Tutti concordano che l’AI sia il futuro, ma in molti casi gli investimenti sono rallentati dalla mancanza di una normativa chiara di riferimento, oltre che sulle sfide metodologiche e tecnologiche. Ciò non vuol dire che il successo dell’AI sia limitato, ma è piuttosto un segnale che il settore sta maturando oltre l’entusiasmo iniziale. Il nuovo imperativo è colmare il divario tra i progetti pilota di AI e l’impatto reale sul conto economico. Gli istituti di credito esigono risultati trasparenti e misurabili dai loro partner tecnologici. Il vero successo non consiste solo nell’implementare l’AI, ma nello sfruttarla per ottenere guadagni dimostrabili in termini di velocità, accuratezza e mitigazione del rischio sia nei processi di on boarding che di lending, soprattutto sul canale digitale".Interrogati sugli obiettivi primari dei loro investimenti in AI, gli istituti di credito si concentrano sull’ottenimento di benefici chiari e misurabili. In cima alla lista dei risultati attesi si trovano una maggiore efficienza operativa (ricercata dal 78% degli intervistati), una migliore accuratezza nelle decisioni di credito (77%) e una più efficace mitigazione del rischio (61%).La ricerca individua, inoltre, la fiducia come fondamento essenziale per partnership di successo nell’ambito dell’AI. Il fattore numero uno per costruire tale fiducia è indiscutibilmente la qualità dei dati. Lo studio ha anche rivelato una divergenza chiave nelle priorità a livello regionale: gli istituti di credito statunitensi danno priorità a innovazione e trasparenza, mentre le loro controparti britanniche pongono maggiore enfasi su AI etica e conformità normativa. Questa sfumatura sottolinea la necessità di partner AI in grado di navigare sia l’innovazione che i complessi panorami normativi che caratterizzano il mondo del credito.
Fonte: Teleborsa