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2 ore fa
Credito, S&P: crisi Medioriente peggiora prospettive rating Eurozona
(Teleborsa) - I rischi geopolitici offuscano le prospettive macroeconomiche e creditizie europee, che avevano iniziato l'anno in modo relativamente positivo. E' quanto afferma S&P in un report sul mercato creditizio, segnalando che Le nostre previsioni per l'Europa per i prossimi 12 mesi indicano un leggero deterioramento, a causa di rischi di credito decisamente orientati al ribasso."Se i conflitti geopolitici dovessero allargarsi o persistere, o se le controversie commerciali dovessero intensificarsi, le condizioni del credito in Europa potrebbero passare da favorevoli a più difficili. Ciò comporterebbe probabilmente un ampliamento degli spread creditizi, maggiori costi di finanziamento per i debitori sovrani con rating speculativo e periferici e una rinnovata pressione sui rating, soprattutto nei settori vulnerabili", ha affermato Paul Watters, Presidente divisione Regional Credit Conditions Chair di S&P Global Ratings.Al contrario, l'agenzia di rating ritiene che, se le tensioni dovessero attenuarsi e i mercati energetici stabilizzarsi, i solidi fondamentali del credito europeo – tra cui un'ampia disponibilità di capitale bancario, un moderato indebitamento delle imprese e un miglioramento dei bilanci delle famiglie – potrebbero sostenere la ripresa e la stabilità del credito.S&P ricorda che le interruzioni delle catene di approvvigionamento indotte dalla guerra in Medio Oriente potrebbero aumentare l'inflazione, inasprire le condizioni del credito e compromettere gli utili, in particolare per i settori ad alta intensità energetica. Per questo motivo la crescita dell'Eurozona nel 2026 è stata rivista al ribasso all'1%, e abbiamo l'inflazione è stata rivista al rialzo al 2,4%.I rischi si stanno accumulando su diversi fronti. La guerra in Medio Oriente - sottolinea l'agenzia - in particolare l'interruzione dello Stretto di Hormuz, sta influenzando le catene di approvvigionamento e ha causato uno shock nell'offerta energetica. Inoltre, la frammentazione degli scambi commerciali e il nazionalismo aumentano l'incertezza, mentre la disruption causata dall'intelligenza artificiale e le minacce alla sicurezza informatica rappresentano sfide strutturali emergenti.Dal punto di vista dei rating, permangono giudizi negativi sulle prospettive settoriali, in particolare nei settori chimico e automobilistico. Mentre gli upgrade prevalgono tra gli istituti finanziari, i downgrade tra le società non finanziarie con rating speculativo sono aumentati nelle ultime settimane, soprattutto nel settore chimico. Nell'attuale contesto, S&P non esclude che il tasso di default dei titoli high-yield europei possa salire verso la nostra previsione pessimistica del 4,5% entro la fine del 2026.
Fonte: Teleborsa