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1 ore fa

BCE, rapporto sulla convergenza evidenzia pochi progressi nell'adozione dell'Euro

(Teleborsa) - Gli shock esterni come la guerra Russia-Ucraina, il conflitto in Medioriente e la guerra dei dazi hanno limitato i progressi compiuti dal 2024 da cinque stati membri dell'UE - Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia - verso l'adozione dell'euro. E' quanto emerge dal Rapporto sulla convergenza, che viene pubblicato ogni due anni dall'Istituto di Francoforte. Guardando al futuro, le prospettive economiche sono offuscate dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche. Il conflitto in Medio Oriente ha contribuito a una maggiore volatilità nei mercati energetici mondiali e all’aumento dei costi dell’energia, aggravando l’incertezza sulle prospettive economiche. Tali andamenti hanno già avuto effetti visibili sull’inflazione e sul clima di fiducia e potrebbero gravare sulla crescita del PIL in futuro. Sebbene il grado di sensibilità e di esposizione diretta di queste economie agli shock energetici si sia ridotto nel tempo e sia ora inferiore rispetto al 2022, le implicazioni economiche a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dell’attuale shock energetico, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.Per quanto riguarda il criterio della stabilità dei prezzi, tre dei cinque paesi sotto esame hanno registrato un tasso medio di inflazione superiore al valore di riferimento del 2,7%, calcolato sommando 1,5 punti percentuali ai tassi medi di inflazione degli ultimi 12 mesi dei tre Stati membri che hanno conseguito i migliori risultati, ovvero Cipro (0,9%), Francia (1,2%) e Danimarca (1,6%). . L’inflazione si è collocata notevolmente al di sopra di tale valore in Romania e al di sopra di esso in Ungheria e Polonia, seppur in misura minore. Nella Repubblica Ceca e in Svezia l’inflazione è risultata inferiore al valore di riferimento.Quanto al disavanzo pubblico, la BCE segnala che si è deteriorato nella maggior parte dei paesi, con un aumento significativo del rapporto debito/PIL in Ungheria, Polonia e Romania, che hanno superato il valore di riferimento del 3%, essendo potenzialmente soggette alla procedura per deficit eccessivo. Il debito si è collocato sotto o ben al di sotto del valore di riferimento del 60% in tutti i paesi considerati ad eccezione dell’Ungheria. Tuttavia, le ultime proiezioni della Commissione europea indicano che nel 2026 il rapporto debito/PIL supererà il valore di riferimento sia in Polonia sia in Romania.Per quanto attiene al criterio del tasso di cambio, nessuna delle valute dei paesi esaminati partecipa ai nuovi Accordi europei di cambio (AEC II) e alcune hanno mostrato oscillazioni apprezzabili nei confronti dell’euro negli ultimi anni.Infine, i tassi di interesse a lungo termine superano il valore di riferimento del 5,1% in tre dei cinque paesi esaminati. Si tratta di Polonia (5,4%), Ungheria (6,7%) e Romania (6,7%), i cui tassi di interesse a lungo termine erano già superiori al valore di riferimento nel Rapporto sulla convergenza 2024.
Fonte: Teleborsa