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1 ore fa
Stellantis, in Italia produzione in ripresa nel primo semestre 2026 (+13,7%) ma crolla Cassino
(Teleborsa) - La produzione Stellantis in Italia mostra segnali di ripresa nel primo semestre 2026, con un incremento complessivo del 13,7% a 252.223 unità tra auto e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 dello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal report pubblicato da Fim-Cisl. Il segretario generale Ferdinando Uliano ha sottolineato che la produzione di autovetture cresce del 27,7% a 158.193 unità, mentre i veicoli commerciali segnano una lieve flessione del 4%, attestandosi comunque a 94.030 unità.Il quadro resta tuttavia disomogeneo: "Tutti gli stabilimenti auto evidenziano un miglioramento ad eccezione dello stabilimento di Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con un'ulteriore perdita del 36,2%", si legge nel comunicato Fim-Cisl. Le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e della 500 ibrida a Mirafiori hanno trainato la crescita, con Mirafiori a +135,4% (36.048 unità) e Melfi a +88,4% (35.920 unità). A Modena, la crescita è determinata dal trasferimento a fine 2025 delle produzioni Maserati GranTurismo e GranCabrio da Torino. Pomigliano d'Arco mantiene sostanzialmente i volumi del 2025 (79.050 unità), mentre Atessa, pur restando il principale polo produttivo italiano con il 37,3% della produzione nazionale, cede il 4% per l'adeguamento della capacità produttiva della nuova verniciatura."La ripresa dei volumi rappresenta un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto al 2023", ha osservato il sindacato. "Siamo però lontani dall'obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli". Per il 2026 la previsione si attesta intorno ai 500mila veicoli complessivi, con le auto sopra le 300mila, grazie al contributo per l'intero anno di 500 ibrida, Jeep Compass e DS8, cui si aggiungeranno nel corso dell'anno DS7 e Lancia Gamma.Sul piano industriale complessivo, Fim-Cisl valuta positivamente alcuni impegni di Stellantis verso l'Italia: nessuno stabilimento a rischio chiusura, saturazione delle produzioni all'80%, 5 miliardi di investimenti in ricerca e sviluppo nel periodo 2026-2030 e circa 300 assunzioni nelle aree di ingegneria nel biennio 2025-2026. Ma restano nodi irrisolti: "Negli incontri di illustrazione del piano industriale di Stellantis ci aspettavamo risposte più concrete su Cassino e i progetti Maserati e Alfa Romeo. Il rinvio anche di pochi mesi pesa tantissimo in una situazione di bassissimi livelli produttivi", sottolinea il sindacato, segnalando che le decisioni sullo stabilimento laziale sono state rinviate a fine anno.La situazione più critica resta quella di Cassino, dove la produzione è crollata a 6.700 unità (-36,2%), tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio (4.125 unità) e Maserati Grecale (2.575 unità). L'occupazione è scesa a circa 2.130 addetti, con l'attività produttiva ridotta a 5-6 giorni lavorativi al mese: nei primi sei mesi sono state lavorate solo 39 giornate. Le stime per l'intero 2026 indicano un ulteriore calo a circa 13.000 unità. Per lo stabilimento è confermata la produzione di una serie speciale di Stelvio e Giulia fino a fine 2027, cui si affiancherà dal 2027 la nuova Maserati Grecale.Preoccupazione anche per Termoli, dove Fim-Cisl definisce "un fatto negativo" la decisione di interrompere l'investimento per la gigafactory di batterie, chiedendo garanzie occupazionali per i circa 1.800 lavoratori diretti e l'assegnazione di nuove attività, incluso un possibile ruolo futuro nella produzione di batterie "quando aumenta la domanda di elettrico".
Fonte: Teleborsa