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1 ore fa
Petrolio, Goldman Sachs: il nodo Iran tiene i prezzi in tensione
(Teleborsa) - Il prezzo del petrolio potrebbe restare in una fascia compresa tra 80 e 90 dollari al barile finché non arriveranno segnali chiari su un possibile accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran oppure un'ulteriore escalation del conflitto. È la previsione di Goldman Sachs, secondo cui il mercato sta già incorporando una parte dei rischi legati alla situazione geopolitica in Medio Oriente.La banca d'affari stima un valore di equilibrio per il Brent intorno agli 80 dollari al barile, ritenendo che i prezzi attuali riflettano solo in parte il premio per il rischio legato alle possibili interruzioni delle forniture di greggio.Il Brent si è mosso vicino agli 85 dollari al barile, in un contesto caratterizzato da segnali contrastanti sui negoziati tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto in corso da cinque mesi. Secondo Goldman Sachs, nonostante alcuni segnali di distensione, i mercati fisici del petrolio restano sotto pressione.La banca rileva infatti un calo delle scorte petrolifere globali osservabili, diminuite di circa 6,3 milioni di barili al giorno nelle ultime due settimane, a causa della riduzione dei flussi dal Golfo e dal Mar Rosso, del calo delle esportazioni russe e della maggiore domanda asiatica.Anche i flussi commerciali risultano condizionati dalle tensioni: secondo Goldman Sachs, le esportazioni di petrolio dal Golfo sono scese a circa il 36% dei livelli precedenti alla guerra, mentre la capacità delle petroliere in transito nel Mar Rosso si è ridotta dopo l'annuncio del blocco da parte degli Houthi.La banca segnala inoltre una diminuzione delle esportazioni russe di greggio e condensati, calate di circa 1,3 milioni di barili al giorno nelle ultime due settimane, mentre le difficoltà operative nel terminale CPC sul Mar Nero continuano a pesare sulle spedizioni.(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)
Fonte: Teleborsa