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Energia
55 minuti fa
Comunità energetiche: oltre 3.300 in esercizio con ritorni stimati fino al 40%
(Teleborsa) - Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) registrano una diffusione consistente. Secondo la Piattaforma di monitoraggio PNIEC, su dati GSE aggiornati al 31 maggio 2026, in Italia sono in esercizio 3.315 configurazioni CER, contro le 1.889 rilevate per il 2025: un incremento di 1.426 configurazioni, pari a circa il 75%. La potenza degli impianti associati è passata da 130,7 MW a 275,5 MW, mentre i clienti/POD coinvolti sono saliti da 18.599 a 33.730. Si tratta di un quadro in crescita, ma ancora in fase di consolidamento.Le CER sono associazioni di enti pubblici e privati che condividono l'energia prodotta da fonti rinnovabili. Possono partecipare cittadini, condomìni, imprese ed enti locali con ruoli diversi: consumatori, prosumer (chi produce e consuma) e produttori. Il principio di riferimento è l'autoconsumo diffuso: l'energia generata dagli impianti viene condivisa tra i membri connessi alla stessa cabina primaria. I benefici economici derivano dalla combinazione di fattori: risparmio da autoconsumo, incentivi riconosciuti per l'energia condivisa (previsti per 20 anni) e valorizzazione dell'energia immessa in rete.Il Gruppo Unoenergy attivo nel settore dell'efficienza energetica ha effettuato quattro simulazioni - casa privata, condominio, supermercato e albergo - calcolandone il "valore generato", ossia l'insieme dei vantaggi ottenuti grazie alle agevolazioni fiscali e alla partecipazione alla CER riferito ad un orizzonte di 30 anni (20 di incentivazione più 10 con contributo GSE e autoconsumo).Per una villetta con impianto da 6 kWp e investimento iniziale di circa 8 mila euro, dimezzato dalla detrazione fiscale del 50% attualmente in vigore, i benefici annui possono superare il 40% dell'investimento netto, con rientro del capitale in circa tre anni e valore complessivo a 30 anni superiore di oltre dieci volte la spesa.In un condominio di 20 appartamenti con impianto da 10 kWp (circa 15.000 euro), che partecipa come produttore terzo, i benefici annui si attestano a quasi il 40% e il payback a circa due anni e mezzo.Per un supermercato di medie dimensioni con impianto da 80 kWp (circa 80.000 euro) il valore generato annuo è indicato attorno al 38%, con rientro in circa tre anni.Infine, per un albergo con impianto da 30 kWp (circa 30.000 euro) i benefici sono stimati a quasi il 30%, con payback in circa tre anni e mezzo."Le Comunità Energetiche Rinnovabili non sono più un tema sperimentale: possono diventare una delle infrastrutture sociali ed energetiche della transizione in termini di prossimità. Il loro valore sta nella capacità di trasformare un impianto fotovoltaico da investimento individuale a leva collettiva, in grado di generare risparmio, redistribuire valore sul territorio e rendere più efficiente il sistema elettrico, perché l'energia viene utilizzata dove viene prodotta e condivisa", spiega Paolo Rossi, direttore commerciale del Gruppo Unoenergy.(Foto: Cristof Echard - © Unione Europea)
Fonte: Teleborsa