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Economia
13 minuti fa
BCE, i consumatori dell'Eurozona alzano le aspettative di inflazione a breve termine
(Teleborsa) - A settembre 2026 i consumatori dell'Eurozona hanno leggermente rivisto al rialzo le aspettative di inflazione per i prossimi dodici mesi, mentre le aspettative sulla crescita economica sono diminuite, secondo l'ultimo Consumer Expectations Survey della Banca centrale europea (BCE).InflazioneA settembre, il tasso mediano di inflazione percepita negli ultimi 12 mesi è salito al 3,6%, rispetto al 3,5% di agosto. Anche le aspettative mediane sull'inflazione per i prossimi 12 mesi sono aumentate, passando dal 3,0% al 3,1%. Le aspettative mediane sull'inflazione a tre e a cinque anni sono rimaste invariate, rispettivamente al 2,9% e al 2,5%. L'incertezza riguardo alle aspettative sull'inflazione per i prossimi 12 mesi è leggermente aumentata, attestandosi su un livello superiore a quello registrato prima dell'inizio del conflitto in Medio Oriente. Reddito e consumiLe aspettative dei consumatori sulla crescita del reddito nominale per i prossimi 12 mesi sono salite all'1,1% a settembre, dall'1,0% di agosto. La crescita percepita della spesa nominale negli ultimi 12 mesi è salita al 5,3% dal 5,2%, mentre la crescita attesa della spesa nominale per i prossimi 12 mesi è passata dal 3,6% al 3,7%.Crescita e mercato del lavoroA settembre, le aspettative sulla crescita economica per i prossimi 12 mesi sono scese al -1,5%, dal -1,2% di agosto. Le aspettative sul tasso di disoccupazione a 12 mesi sono aumentate, passando dall'11,0% all'11,3%. I consumatori hanno continuato a prevedere per il futuro un tasso di disoccupazione solo leggermente superiore a quello percepito come attuale (10,6%), il che suggerisce prospettive sostanzialmente stabili per il mercato del lavoro.Abitazioni e accesso al creditoI consumatori hanno previsto un aumento del valore della propria abitazione pari al 3,5% nei 12 mesi successivi, una percentuale superiore a quella rilevata ad agosto (3,4%). Le aspettative sui tassi di interesse dei mutui a 12 mesi sono rimaste invariate rispetto a luglio, attestandosi al 4,9%. La percentuale netta di famiglie che hanno segnalato un irrigidimento (rispetto a quelle che hanno indicato un allentamento) nell'accesso al credito nei 12 mesi precedenti è aumentata rispetto ad agosto; lo stesso vale per la percentuale netta di famiglie che prevedono condizioni di credito più restrittive per i 12 mesi a venire (rispetto a quelle che ne prevedono un allentamento).
Fonte: Teleborsa