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1 ore fa
BCE, Vujcic: shock geopolitici sempre più frequenti, possono minacciare la stabilità finanziaria
(Teleborsa) - "Gli shock geopolitici stanno diventando sempre più frequenti. Essi incidono direttamente sulla crescita e sull'inflazione e possono minacciare la stabilità finanziaria". Lo ha detto Boris Vujcic, vicepresidente della BCE, alla conferenza sul sistema finanziario organizzata dalla Banca centrale d'Irlanda."Lo abbiamo riscontrato più volte negli ultimi anni - ha spiegato - L'ingiustificata guerra della Russia contro l'Ucraina e il conflitto in Medio Oriente hanno provocato gravi perturbazioni nei mercati dell'energia. I dazi hanno riacceso l'incertezza e riorientato i flussi commerciali globali, mentre le restrizioni all'esportazione di tecnologie critiche e materie prime hanno accresciuto l'importanza dell'autonomia strategica. Parallelamente a questi sviluppi, abbiamo assistito all'introduzione di regimi sanzionatori, alla comparsa di minacce informatiche e a un netto incremento della spesa per la sicurezza e la difesa".Il risultato è "un contesto macroeconomico mutato - ha sottolineato Vujcic - L'inflazione, ad esempio, è oggi più spesso determinata da shock dell'offerta: negli ultimi sei anni, i fattori legati all'offerta hanno giocato un ruolo in tre shock significativi, verificatisi nel 2020, nel 2022 e nel 2026. Inoltre, ci troviamo di fronte a una maggiore volatilità dei prezzi dell'energia e a una crescente incertezza sulle prospettive future"."Finora, il sistema finanziario ha assorbito ciascuno di questi shock in modo sorprendentemente efficace - ha aggiunto - Tuttavia, gli effetti sul piano finanziario possono essere fortemente non lineari e manifestarsi in modo repentino: la resilienza dimostrata in passato non deve indurre a un eccessivo compiacimento".Allargando lo sguardo, il vicepresidente della BCE ha evidenziato che oggi "la frammentazione ci impedisce di sfruttare appieno il potenziale europeo. Troppo spesso, norme, standard e procedure nazionali divergono, costringendo le imprese a confrontarsi con molteplici regimi giuridici e regolamentari quando operano oltre i confini nazionali". Una delle conseguenze è il "persistere di una preferenza per il mercato interno, che trattiene i capitali entro i confini nazionali, a cui si aggiunge una crescente destinazione del risparmio europeo verso mercati esterni all'UE".Vujcic ha ribadito la necessità di un mercato dei capitali europeo "realmente integrato, capace di mobilitare il risparmio verso investimenti produttivi e di consentire la libera circolazione dei capitali all'interno dell'UE. L'armonizzazione delle ritenute alla fonte rappresenta un tassello importante di questo percorso". Inoltre, ha sottolineato che il mercato unico non può funzionare senza sistemi di pagamento resilienti. Per questo motivo, "l'Europa necessita di una propria infrastruttura di pagamento resiliente: un sistema che continui a operare anche in condizioni di stress e che sia di matrice europea. L'euro digitale costituisce parte della soluzione, riducendo la dipendenza da fornitori di servizi di pagamento al dettaglio non europei. Un'altra componente è rappresentata da un'infrastruttura europea per i pagamenti digitali wholesale. A tal proposito, il lancio di Pontes, avvenuto a settembre, ha segnato una tappa fondamentale".
Fonte: Teleborsa