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Economia
1 ore fa

Vendite al dettaglio, "dati non brillanti, attesa per i saldi". I commenti

(Teleborsa) - Dati che, seppur non brillanti, segnalano come l’economia italiana, nonostante tutte le difficoltà, continui ad essere attraversata da innegabili spunti di vivacità. così l’Ufficio Studi Confcom sui dati Istat di oggi sulle vendite al dettaglio a maggio. In questo contesto, infatti, le famiglie, pur condizionate nei loro comportamenti dalla ripresa dell’inflazione che ha colpito principalmente beni e servizi il cui acquisto è indifferibile, continuano a mostrare una decisa volontà di recupero della domanda per consumi. Inoltre, al dato sulle vendite, che nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 segnala una crescita in volume dello 0,7% sullo stesso periodo dello scorso anno, vanno anche sommati i positivi andamenti degli acquisti di autovetture.A supportare l’immagine di una ripresa della domanda – prosegue la nota - vi è la sostanziale diffusione, nei periodi più recenti, del miglioramento delle vendite tra le diverse merceologie del non alimentare. Al contrario, gli elementi di fragilità del quadro complessivo insistono sui formati di vendita: alla netta crescita del commercio elettronico fa, infatti, da contraltare la perdurante crisidelle imprese di minori dimensioni, soprattutto di quelle che operano nel segmento degli alimentari.I dati Istat di maggio descrivono un commercio in modesta ripresa. Come rileva l’Istituto di statistica, nel mese le vendite crescono dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume; su base annua, invece, il +2,2% in valore si riduce a un più modesto +0,4% in volume, segnalando una dinamica sostenuta soprattutto dall’aumento dei prezzi. Resta comunque un dato lievemente positivo, in attesa dell’avvio dei saldi estivi domani in tutte le regioni, che potrebbero dare una vera boccata d’ossigeno ai consumi.Così Confesercenti commenta i dati Istat sul commercio al dettaglio diffusi oggi.La rilevazione Istat sulle vendite a maggio conferma, inoltre, che sono i negozi di vicinato a soffrire di più: in volume avanzano solo la grande distribuzione e il commercio online, quest’ultimo a +12,1%, mentre gli esercizi di prossimità perdono l’1,3%, con l’alimentare di prossimità che arretra del 2,7%. Numeri coerenti con quanto emerge dal nostro Osservatorio: oltre 103mila negozi hanno chiuso tra il 2011 e il 2025, e più di 1.100 comuni sono ormai privi di un esercizio alimentare.  Per questo, ribadiamo la necessità di interventi sui costi delle imprese e misure di sostegno ai consumi. Tra le priorità per il commercio, inoltre, occorre un riequilibrio delle condizioni fiscali e di mercato tra piattaforme digitali e commercio fisico.Anche nel mese di maggio prosegue la contrazione delle vendite alimentari, come conseguenza del forte aumento dei prezzi registrato nel comparto. Lo afferma il Codacons commentando i dati forniti oggi dall'Istat. Rispetto all'anno precedente le vendite alimentari calano del -0,4% in volume, ma nonostante il taglio al carrello della spesa operato dalle famiglie il valore delle vendite cresce del +2% - spiega il Codacons - Ciò per effetto dei forti rincari dei prezzi che nell'ultimo periodo hanno coinvolto i generi alimentari, come conseguenza diretta della guerra in Medio Oriente che che ha portato ad un sensibile incremento dei listini per una moltitudine di prodotti. Per effetto di tale situazione le famiglie italiane si ritrovano a spendere di più per un carrello alimentare sempre più vuoto - conclude il Codacons.I dati diffusi dall’Istat relativi alle vendite al dettaglio del mese di maggio evidenziano a livello tendenziale una crescita a valore del +2,2% e a volume del +0,4%. Numeri che confermano un andamento ancora debole dei consumi alimentari, che segnano un -0,4%, e un lieve incremento del non alimentare al +0,9%, in un quadro economico che continua a essere caratterizzato da un'elevata incertezza. A delineare questo scenario contribuiscono anche i dati Istat sul clima di fiducia di giugno, che evidenziano un calo tra i consumatori a fronte di un miglioramento tra le imprese.In questo contesto, i saldi estivi possono rappresentare un'importante leva per sostenere la propensione agli acquisti delle famiglie e imprimere un impulso alla ripresa della domanda interna. Dopo mesi di vendite deboli, l'auspicio è che la stagione promozionale possa favorire la crescita dei consumi, in particolare nei comparti merceologici che hanno risentito maggiormente del rallentamento."Il Paese resta fermo. Certo poteva anche andare peggio visti i rincari dei beni energetici e dell’inflazione dovuti all’effetto Iran, ma non è che possiamo cantare vittoria se le vendite salgono di un misero 0,2% su aprile. Inoltre, ci sono luci e ombre nei dati tendenziali, con le vendite alimentari che svettano del 2% ma solo per colpa dell’inflazione, mentre in volume calano dello 0,4%. Insomma, gli italiani continuano a pagare di più per poter mangiare, ma mangiano meno! Non c’è certo da essere soddisfatti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulle vendite di maggio."Se poi analizziamo le vendite rispetto alle forme distributive, solo la grande distribuzione e il commercio elettronico si salvano, mentre i piccoli negozi vedono calare le vendite alimentari sia in valore che in volume, con un allarmante -2,7% su maggio 2025. Insomma, negozi sempre più nel tunnel della crisi” conclude Dona.
Fonte: Teleborsa