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58 minuti fa

Bankitalia, prestiti settore privato in crescita del 3,.1% a maggio

(Teleborsa) - Accelera la crescita die prestiti al settore privato a maggio. Secondo l'ultimo rapporto di Bankitalia, i prestiti al settore privato sono aumentati del 3,1% sui dodici mesi, registrando una accelerazione rispetto al 2,8% del mese precedente. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6% (come nel mese precedente), mentre quelli alle imprese sono aumentatidel 3,5% (3,1% in aprile). Quanto ai depositi del settore privato sono cresciuti del 2,7% (2,9 nel mese precedente), mentre la raccolta obbligazionaria è aumentata del 4,1% (4,2 nel mese precedente).A maggio il Tasso Annuale Effettivo Globale (TAEG) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni (mutui) si è collocato al 3,96% dal 3,91% del mese precedente; la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno èstata del 18,7% (21,2% nel mese precedente). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,37% dal 10,41% del mese precedente. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,67% dal 3,56% nel mese precedente, quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,34%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,25%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,65% come nel mese precedente.E intanto protestano le associazioni dei consumatori ad un dato del TAEG sui mutui del 3,96%, il più alto da un anno e 9 mesi. "Una conseguenza del rialzo dell’inflazione e della guerra in Iran che ha costretto la Bce ad intervenire sui tassi di riferimento, scegliendo il male minore", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, aggiungendo "il rialzo dei tassi significa che la rata, per chi ha sottoscritto ora un mutuo a tasso variabile, sale, rispetto a un anno fa, quando il Taeg era al 3,5785%, di 29,50 euro al mese, pari a una stangata di 354 euro su base annua”.Anche Codacons conviene che "l’effetto Iran si abbatte sul mercato dei mutui, confermando l’allarme lanciato nelle scorse settimane". Secondo l'associazione, le famiglie "sono doppiamente danneggiate dall’effetto Iran perché, oltre a subire il rialzo dell’inflazione per gli acquisti quotidiani, devono fare i conti anche con gli aumenti delle rate del mutuo, che diventano sempre più pesanti". 
Fonte: Teleborsa