Breaking News
Telecomunicazioni
10 minuti fa
‘Qui si costruisce la capacità digitale dell'Italia', a Roma Forum Nazionale delle Telecomunicazioni
(Teleborsa) - ‘Qui si costruisce la capacità digitale dell’Italia - Un programma per infrastrutture, servizi e competenze’, con questo titolo si è svolto a Roma il Forum Nazionale delle Telecomunicazioni in Italia 2026, organizzato da Assotelecomunicazioni - Asstel e dalle Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil, presso l’Università Luiss Guido Carli.Il traffico dati e i costi crescono, mentre i ricavi diminuiscono, compromettendo la sostenibilità economica della filiera e la sua capacità di investire. Il Presidente di Asstel, Pietro Labriola, durante il suo intervento spiega come il settore delle telecomunicazioni stia attraversano una fase critica e l’importanza ad oggi di avere “strumenti aggiornati e di prendere decisioni rapide e risolutive per rendere il settore in grado di sostenere la trasformazione digitale, la crescita delle imprese, la modernizzazione della Pubblica Amministrazione e l’autonomia tecnologica del Paese”.Per raggiungere questi obiettivi, secondo Labriola, occorrono “interventi su energia a costi competitivi; servono regole uguali per servizi uguali; è necessario un progressivo allineamento dei limiti elettromagnetici ai parametri europei; serve soprattutto una politica della concorrenza che valuti anche investimenti, qualità delle reti, innovazione e autonomia tecnologica. Nel comparto dei call center occorre inoltre contrastare il dumping contrattuale, qualificare le imprese che partecipano alle gare e accompagnare la riqualificazione dei lavoratori verso nuove attività legate alla reindustrializzazione del mercato”.Ad oggi l’impatto complessivo delle telecomunicazioni in Italia ha una stima di oltre 139 miliardi di euro di PIL nazionale, pari al 6,2% del totale. Nel 2025 i ricavi retail sono stati di 22,3 miliardi di euro, in crescita dell’1%. Complessivamente i ricavi riguardanti i servizi tradizionali, come fonia e dati, evidenziano una contrazione, ma crescono quelli derivanti da altri servizi (ITC come cloud e cybersecurity) per un valore di 6 miliardi di euro, il peso di questi servizi infatti è passato dall’11% nel 2022 al 17% nel 2025.“Un settore che in potenza dovrebbe essere il vero abilitatore della transizione digitale si dibatte da più di un decennio in una crisi strisciante. - ha sottolineato il Segretario Generale di Slc-Cgil, Riccardo Saccone - Per l’ennesimo anno siamo qui a denunciare l’assenza di strumenti legislativi stabili per gestire la riconversione professionale, indispensabile se si vuole davvero proteggere il perimetro occupazionale. Occorre un patto fra tutti gli attori in campo, a partire dal Governo”Secondo il Segretario Generale di Fistel-Cisl, Alessandro Faraoni, “per sostenere la transizione servono investimenti nelle reti, nelle competenze e nelle persone, misure sui costi energetici e un contributo dei grandi operatori tecnologici che utilizzano le infrastrutture. È necessario istituire un tavolo di settore stabile e concreto tra Governo, imprese e sindacati: non una sede di confronto meramente formale, ma uno strumento operativo per definire priorità, tempi e impegni verificabili e dare risposte alle trasformazioni della filiera. Un Paese senza carburante digitale rischia di fermarsi. E, nell’economia del futuro, può essere persino peggio che restare senza petrolio”.“Non è più tempo di annunci: servono scelte, strumenti e interventi capaci di dare prospettive industriali e occupazionali al settore. - ha detto il Segretario Generale di UilFPC-Uil Salvo Ugliarolo - Occorre assumersi responsabilità precise e costruire una strategia industriale che accompagni le trasformazioni tecnologiche tutelando il lavoro, valorizzando le competenze e garantendo condizioni dignitose a chi ogni giorno contribuisce al funzionamento di questa filiera”.Dal 2010 ad oggi il traffico dati fisso ha più che decuplicato il proprio volume, dal 2017 quadruplicato. Per quanto riguarda i dati mobili il traffico raggiunto è più che centuplicato rispetto a quello registrato nel 2010 e decuplicato rispetto al 2017. E va tenuto conto che gran parte della crescita (sia per la rete fissa sia per la rete mobile) è dovuta a big tech e hyperscaler. Infatti, l’85% della capacità di rete è oggi occupata dalle grandi piattaforme che monetizzano la domanda digitale, mentre sulle TLC ricadono investimenti, obblighi e responsabilità settoriali.
Fonte: Teleborsa