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1 ore fa

Pirelli, BofA taglia target price prima dei conti ma vede rischio geopolitico sotto controllo

(Teleborsa) - Bank of America ha ridotto a 7,50 euro per azione (dai precedenti 8,10 euro, per taglio stime e peer de-rating) il target price su Pirelli, produttore italiano di pneumatici quotata su Euronext Milan, confermando la raccomandazione "Buy" sul titolo.Gli analisti hanno tenuto una conference call pre-close del primo trimestre 2026 con il team Investor Relations. Il tono è stato rassicurante, supportato dalla continua crescita della quota di mercato nel segmento pneumatici High Value, che compensa ampiamente la deliberata riduzione dell'esposizione al mercato standard. Questo posizionamento premium dovrebbe sostenere volumi leggermente positivi, a differenza di Michelin e Continental, che hanno entrambe previsto un calo dei volumi.Pirelli ha reagito tempestivamente per mitigare i rischi legati all'attuale situazione in Medio Oriente. Il management ha già implementato misure di mitigazione, tra cui azioni sui prezzi (pieno impatto da maggio) e riduzioni dei costi generali, che dovrebbero compensare in parte l'inflazione dei costi delle materie prime da luglio, dato lo storico ritardo di 2-3 mesi tra i prezzi spot e il conto economico di Pirelli. Il Gruppo prevede ora un impatto netto di circa -20 milioni di euro per l'esercizio 2026. Di conseguenza, il management è ora più a suo agio con la parte inferiore della guidance, ovvero circa 1.070 milioni di euro di EBIT rettificato. BofA ha quindi ridotto le stime per l'esercizio 2026 del 2%, portando l'EBIT rettificato a 1.087 milioni di euro, ora più vicino al punto medio della guidance (consensus 1.097 milioni di euro).BofA considera le nuove regole restrittive del Golden Power un passo positivo verso la risoluzione del problema di governance. Sinochem potrà ora nominare solo 3 membri del consiglio di amministrazione (dagli 8 precedenti) e le sarà vietato ricoprire ruoli esecutivi. È importante sottolineare che ciò garantisce la conformità con le normative statunitensi sui veicoli connessi dotati di tecnologie cinesi/russe. Le restrizioni rimarranno in vigore fino a quando Sinochem non ridurrà la propria partecipazione al di sotto del 10% (dall'attuale 34,1%). "A nostro avviso, la maggiore pressione su Sinochem rafforza la nostra tesi di una risoluzione a breve termine del problema di governance", si legge nella ricerca.
Fonte: Teleborsa