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1 ore fa
Digital B2B: mercato da 4,9 miliardi ma solo il 7% delle imprese è davvero digitale
(Teleborsa) - Il mercato italiano del Digital B2b vale 4,9 miliardi di euro ed è trainato soprattutto da servizi professionali e di implementazione, servizi di manutenzione e supporto e gestione documentale As-a-Service. Nonostante l'evoluzione del settore, però, secondo l’Osservatorio Digital B2b, le imprese italiane devono ancora compiere il salto: solo il 7% può essere considerato realmente avanzato nella maturità digitale B2b, mentre il 56% si trova ancora in una fase di digitalizzazione parziale.Un ritardo che si riflette anche sulle performance operative: le aziende più mature gestiscono il ciclo dell'ordine in 21-60 minuti, mentre il 78% di quelle meno evolute impiega oltre 100 minuti. Nei prossimi dieci anni, intanto, il Digital B2b sarà trasformato dal passaggio dal documento tradizionale a flussi di dati strutturati e sincronizzati in tempo reale tra organizzazioni, aprendo la strada a nuovi modelli di automazione, interoperabilità e collaborazione.Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano presentata questa mattina al convegno "Digital B2B: Ritorno al Futuro!". Uno degli oltre 50 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management che affrontano tutti i temi chiave dell'Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione."Il B2b italiano vive oggi un vero e proprio paradosso temporale- afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital B2b-. Da un lato, il futuro è già presente nelle tecnologie, nelle nuove normative europee e nelle opportunità offerte da digitalizzazione, automazione e Intelligenza Artificiale; dall'altro, molte imprese restano ancorate a processi, sistemi e modelli organizzativi del passato. Il risultato è un mercato che ambisce a correre verso l'innovazione, ma che fatica ancora a tradurla in realtà operativa diffusa. La sfida dei prossimi anni sarà superare questo divario, trasformando la digitalizzazione da insieme di sperimentazioni isolate a leva concreta di efficienza, integrazione e competitività per l'intero sistema produttivo". "L'Europa sta progressivamente costruendo un ecosistema normativo destinato a ridisegnare il Digital B2b- spiega Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Digital B2b -. Iniziative come eFTI, ViDA, NIS2, eIDAS 2.0, Digital Business Wallet e Digital Product Passport non rappresentano interventi isolati, ma tasselli di una visione comune. L'obiettivo è favorire processi interaziendali sempre più digitali, interoperabili, sicuri e tracciabili, dalla gestione dei dati logistici alla fatturazione elettronica, fino all'identità digitale e alla sostenibilità di prodotto. Nel loro insieme, queste normative stanno ponendo le basi per un modello europeo integrato di gestione digitale dei processi B2b, destinato a trasformare profondamente il modo in cui le imprese collaborano e scambiano informazioni".Il mercato del Digital B2b in Italia. Il mercato del Digital B2b in Italia ha raggiunto il valore di 4,9 miliardi di euro nel 2025. Questo valore è generato da poco più di 450 imprese, la cui offerta si concentra su tre categorie di servizi. La più rilevante è quella dei servizi professionali e di implementazione legati a system integration, che rappresentano il 28% del valore del mercato e sono offerti dal 60% dei provider. La seconda categoria è quella dei servizi di manutenzione e supporto legati al Digital B2b, che pesano per il 19% sul valore totale e sono proposti dal 68% dei provider. Completano il podio i servizi di gestione documentale in modalità As-a-Service, che incidono per il 15% sul valore complessivo e sono offerti dal 62% dei provider. Resta ancora contenuta la dimensione del mercato dei servizi di advanced analytics e AI, offerti dal 34% dei provider, e dei servizi di trust e compliance e di gestione documentale on-premise, entrambi offerti dal 30% degli operatori. La minore diffusione di questi servizi riflette da un lato la relativa novità di alcune tecnologie, come l'AI applicata ai processi documentali, e dall'altro la progressiva migrazione del mercato verso modelli cloud e As-a-Service, che riduce la domanda di soluzioni on-premise tradizionali.Guardando all'offerta di soluzioni più verticali e specializzate, emergono alcune tendenze significative. Le soluzioni di Document Management Systems (DMS), proposte dal 71% dei provider, sono tra le più diffuse, seguite dal servizio di fatturazione elettronica al 53%. Risultano, invece, poco presenti sul mercato le marche temporali, offerte dai 15% dei provider e le soluzioni di invio certificato (13%). Complessivamente, il 40% dei provider prevede una crescita moderata (5-9%) del mercato nei prossimi tre-cinque anni. Il mercato europeo del Digital B2b. Nel panorama europeo del Digital B2b emergono due modelli distinti di sviluppo del mercato. Da un lato vi sono i contesti market-driven, in cui la digitalizzazione è guidata principalmente dalle imprese alla ricerca di maggiore efficienza operativa e riduzione dei costi; dall'altro i modelli regulation-driven, in cui l'adozione delle soluzioni digitali è trainata dall'intervento pubblico attraverso obblighi normativi e standard condivisi. Questa differenza si riflette anche nella struttura dell'offerta: nei Paesi con una consolidata tradizione regolamentare, come Italia e Francia, prevalgono operatori locali specializzati, mentre in mercati come la Germania trovano maggiore spazio i grandi provider internazionali garanti di standardizzazione e compliance. La propensione verso l'uno o l'altro approccio dipende da diversi fattori, tra cui il livello di maturità digitale delle imprese, la composizione del tessuto produttivo, la capacità del mercato di reagire all'innovazione e il diverso equilibrio tra iniziativa pubblica e privata nel guidare la trasformazione digitale.La maturità delle aziende italiane B2b. L’analisi dell’Osservatorio evidenzia un livello di maturità digitale ancora limitato nel panorama B2b italiano. Il 56% delle imprese rientra infatti nel cluster degli "Emergenti digitali", caratterizzato da percorsi di digitalizzazione ancora parziali e da un approccio prevalentemente reattivo all’innovazione, mentre il 14% appartiene ai "Tradizionali consolidati", realtà con bassa adozione tecnologica e ridotta propensione al cambiamento. Solo il 24% delle aziende può essere classificato tra gli "Utilizzatori evoluti", mentre una quota decisamente più contenuta raggiunge livelli avanzati di maturità: il 5% rientra tra gli "Innovatori avanzati" e appena il 2% tra i "Leader della trasformazione", imprese che integrano il digitale nella strategia aziendale, adottano modelli di automazione end-to-end e utilizzano innovazione e compliance come leve di vantaggio competitivo. Complessivamente, il quadro restituisce un sistema imprenditoriale che ha avviato il percorso di trasformazione digitale, ma che deve ancora compiere il salto verso una maturità diffusa e strutturata.Maturità digitale e performance aziendali. Sul fronte della gestione del ciclo dell’ordine, tutte le imprese appartenenti al cluster dei "Leader della trasformazione" dichiarano di impiegare tra 21 e 60 minuti per completare il processo, mentre il 78% delle aziende classificate come "Tradizionali consolidati" supera generalmente i 100 minuti. Differenze significative emergono anche nella gestione dei carichi di lavoro: l’87% delle imprese più mature afferma di svolgere regolarmente le attività entro l’orario d’ufficio senza ricorrere a straordinari, mentre il 63% delle aziende meno evolute segnala un carico di lavoro frequentemente critico e difficile da gestire. Analogamente, sul fronte della conformità normativa, tutte le imprese del cluster più avanzato dichiarano che i problemi di non conformità sono rari e vengono risolti rapidamente, contro il 66% delle aziende "Tradizionali consolidate", che evidenzia criticità frequenti e la necessità di interventi urgenti o revisioni dei processi. I risultati confermano come la digitalizzazione dei processi B2b rappresenti una leva strategica in grado di generare benefici concreti in termini di efficienza operativa, sostenibilità del lavoro e compliance.Pagamenti B2b. Nel 2025, i pagamenti fra imprese raggiungono i 4.400 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Gli strumenti di pagamento più utilizzati dalle imprese sono i bonifici, pari al 70% del totale. Seguono RiBa e SDD, con il 24% e il restante è spartito fra carte di pagamento, assegni, contanti, con queste due ultime componenti in forte decrescita.Dietro i pagamenti, tuttavia, emerge un quadro di criticità tutt’altro che banale. Le imprese italiane soffrono in primo luogo a causa di tempistiche di pagamento non adeguate (citata come grave criticità dal 34% e dal 28% delle imprese, rispettivamente nel ciclo passivo e in quello attivo), un problema che impatta...
Fonte: Teleborsa