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13 minuti fa
Barclays conferma Overweight su UniCredit e taglia Commerzbank a Equal Weight
(Teleborsa) - Barclays ha aumentato a 102,6 euro per azione (dai precedenti 94,5 euro) il target price su UniCredit, confermando la raccomandazione Overweight, e ha abbassato a 41 euro per azione (da 42 euro) quello su Commerzbank, tagliando anche il rating a "Equal Weight".Gli analisti ritengono che UniCredit offra un significativo potenziale di rialzo rispetto ai livelli attuali (un rapporto P/E rettificato di 7x sulle stime per il 2028, a fronte di un ROTE di circa il 22%), grazie a una combinazione di slancio negli utili a breve termine, creazione di valore a medio termine in Germania e opzionalità strategica a lungo termine in Italia.Scendendo nei dettagli, vengono individuati diversi potenziali catalizzatori per UniCredit su diversi orizzonti temporali. Nel breve termine, Barclays prevede ulteriori revisioni al rialzo delle stime sugli utili, sostenute da tassi di interesse più elevati, da una costante attenzione alla crescita organica e, a partire dal 2027, dal consolidamento integrale di Commerzbank. È importante sottolineare che, anche tenendo conto dell'impatto sul capitale derivante dal consolidamento di Commerzbank e dell'onere legato alla Russia, stimache il CET1 ratio di Barclays rimarrebbe al di sopra del limite inferiore del suo intervallo target (12,5-13%). Nel medio termine, ulteriori sviluppi in Germania potrebbero consentire a UniCredit di attuare il piano "Unlock" presso CBK, puntando a una creazione di valore ante imposte pari a 1,2 miliardi di euro, anche prima di un'eventuale fusione completa; una possibile integrazione tra HVB e Commerzbank potrebbe inoltre aprire la strada a un'ulteriore aggregazione, portando potenzialmente la quota di UniCredit in Commerzbank a circa il 70%, secondo gli scenari illustrativi. Nel medio-lungo periodo, UniCredit potrebbe muoversi su più fronti anche in Italia, il che offrirebbe ulteriori opzioni strategiche: secondo Barclays, un'eventuale operazione con Banco BPM non risulterebbe particolarmente accrescitiva, date le attuali valutazioni relative (ancor prima di considerare un eventuale premio); allo stesso modo, un'operazione su Banca Generali offrirebbe un beneficio limitato in termini di utile per azione (EPS) ai multipli di mercato attuali, pur potendo avere un senso strategico nell'ambito di una più ampia partnership commerciale con Generali. Infine, la partecipazione di circa il 9% detenuta da UniCredit in Generali rappresenta un'ulteriore opzionalità strategica; il cosiddetto "Danish Compromise" potrebbe mitigare l'impatto sul capitale qualora UniCredit decidesse di incrementare significativamente la propria quota, sebbene la sua applicabilità appaia meno chiara nel caso di una partecipazione che superi solo marginalmente la soglia del 10%.
Fonte: Teleborsa