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1 ore fa
PMI, AcomeA: migliora il sentiment con focus su ultimo anno PNRR e arrivo del FNSI
(Teleborsa) - Il quadro di fiducia delle PMI italiane mostra segnali di graduale miglioramento, pur restando in area di contrazione, con un recupero guidato dalle aspettative sui prezzi e dai nuovi ordinativi. È quanto emerge dall'Osservatorio PMI italiane di AcomeA SGR. In questo contesto, "il 2026 rappresenta una fase cruciale: l'accelerazione della spesa del PNRR - finora inferiore al potenziale nonostante l'elevato volume di risorse ricevute - può costituire un importante stimolo ciclico alla crescita", scrivono Martina Daga, Economist, e Simone Benini, Portfolio Manager, AcomeA SGR. Sul fronte dei mercati finanziari, "il recupero delle small cap italiane nella seconda parte del 2025 segnala un rinnovato interesse per l'asset class, che continua a trattare a valutazioni contenute e beneficia di prospettive di crescita degli utili e di supporti istituzionali attesi nel 2026".Focalizzandosi sul PNRR, viene fatto notare che il 2026 rappresenta l'ultimo anno operativo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ad oggi l'Italia ha ottenuto complessivamente 153,2 miliardi di euro, di cui 54,2 miliardi a fondo perduto e 99 miliardi sotto forma di prestiti, pari a circa il 79% delle risorse complessive disponibili. A dicembre è stata ricevuta l'ottava rata e richiesta la nona. Nonostante l'elevato ammontare di risorse ricevute, la spesa effettiva finora si attesta a circa il 66% dei fondi ricevuti. "Nel 2026 la spesa delle risorse ricevute dovrebbe ulteriormente accelerare, portando un effettivo stimolo alla crescita economica. Pertanto, quest'ultima fase pone le basi per benefici strutturali nel medio-lungo periodo", si legge nella ricerca.Guardando alla Borsa, i due esperti scrivono che il 2025 si è concluso con una performance positiva per tutti gli indici del mercato italiano e, partire dall'estate, si è assistito a un marcato recupero delle quotazioni delle società a piccola capitalizzazione. "Infatti, per la prima volta dal 2022 l'indice FTSE Italia Small Cap ha superato, in alcune fasi di mercato, la performance del FTSEMIB - si legge nell'analisi - Inoltre, anche negli ultimi due mesi dell'anno, il gap tra le società esportatrici verso gli US e le società più domestiche si è allargato, a favore delle seconde". "Il movimento dell'indice ha certamente influito sulle valutazioni, ma nel complesso l'asset class tratta ancora a valutazioni a sconto rispetto ai listini globali e mostra prospettive di crescita degli utili superiori, secondo i dati di consensus di mercato - sostengono Daga e Benini - Le prospettive per il 2026 sono sostenute anche dai flussi in arrivo dal Fondo nazionale strategico indiretto (FNSI) che è atteso supportare l'asset class".
Fonte: Teleborsa