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1 ore fa

Banche centrali: cosa aspettarsi da Fed, BCE & Co

(Teleborsa) - La prossima sarà una settimana calda sotto il profilo della politica monetaria, in vista dei meeting elle quattro principali banche centrali dei Paesi del G7: Federal Reserve (27 aprile), Banca Centrale Europea (29 aprile), Bank of England (29 aprile) e Bank of Japan (28 aprile). Ma cosa possono aspettarsi i mercati da questa tornata primaverile? E quali reazioni si attendono? Le attese degli analisti indicano un imminente nulla di fatto di tutte e quattro le banche centrali la prossima settimana, in attesa che si chiariscano meglio la durata del conflitto in Medioriente e gli effetti prolungati sull'inflazione. Più probabili interventi da giugno in poi, ma la prima a muoversi potrebbe essere la BCE. In questo caso, il dollaro potrebbe guadagnare terreno sull'euro, mentre il mercato azionario potrebbe scontare una politica più restrittiva in Europa, penalizzando i mercati dell'Area Euro, a maggior ragione in un quadro dominato da una bassa crescita o da una recessione. Fed "guardinga" vede inflazione di natura temporaneaDalla Federal Reserve non sono attesi interventi sui tassi d'interesse per la prossima settimana, come sintetizzato dall'andamento die future Fed Watch, che indicano il mantenimento di tassi d'interesse al 3,5-3,75% con una probabilità del 99,5% (praticamente una certezza).  In realtà, uno sguardo più lungo vede il mercato puntar e su tassi invariati per tutto il 2026, mentre le probabilità si ribilanciano nell'ultimo trimestre del 2027.Una previsione pressoché scontata, dal momento che la banca centrale USA si trova in una delicata fase di transizione, con il passaggio del testimone da Powell, il cui mandato scadrà il prossimo 15 maggio, a Kevin Warsh. Una nomina che non è affatto scontata e sulla quale pende la spada delle pressioni di Trump, sempre convinto che occorra tagliare i tassi di interesse al più presto.Ma veniamo al fattore più rilevante, che è quello dell'inflazione, la cui accelerazione al momento sembra di natura temporanea. Se anche la crescita dei prezzi dovesse raggiungere la soglia del 4%, in risposta all'aumento dei prezzi energetici, la natura temporanea del rialzo  e la contemporanea debolezza del mercato del lavoro potrebbero convincere la banca centrale statunitense a tenere ancora fermi i tassi d'interesse e magari procedere con l'auspicato taglio verso la fine dell'anno o anche oltre.Secondo gli analisti di ING, un'inflazione inferiore al 2% nel 2027 potrebbe dare alla Fed "margine di manovra per tagliare i tassi di interesse verso la fine dell'anno".BCE pronta a muoversi per non esser accusata di "inazione"La BCE potrebbe essere fra le prime a fare un passo nella direzione di un rialzo dei tassi d'interesse, pur in un quadro dominato dal una crescita debole o da una recessione e con un'inflazione in accelerazione. Il punto sarà capire se l'aumento della crescita dei prezzi è di natura temporanea o avrà ricadute più ampie ed effetti più persistenti. E per questo ci vorranno dati maggiori e le previsioni aggiornate di metà anno dello staff della BCE. In realtà, anche da Francoforte non sono attesi movimenti imminenti dei tassi d'interesse, poiché è presumibile che la BCE voglia aspettare almeno la riunione di giugno e previsioni aggiornate sull'inflazione per decidere il da farsi. La direzione dei tassi è comunque orientata al rialzo.Secondo gli esperti di ING, sulla base dell'andamento dell'inflazione e della durata del conflitto in Medioriente, la BCE potrebbe annunciare quest'anno "almeno un aumento dei tassi di interesse a titolo precauzionale. Che alcuni arriverebbero a definire un errore di politica monetaria".Anche BNP Paribas prevede un rialzo di 25 punti solo a giugno, mentre nel breve ritiene "probabile che Lagarde eviti di sbilanciarsi e ribadisca che la BCE è in una posizione solida per attendere nuovi dati e valutare con calma, in linea con un approccio guidato dai dati e deciso riunione per riunione".Gli analisti di Generali Investment si spingono addirittura ad ipotizzare tre rialzi dei tassi nel 2026 per complessivi 75 punti base di aumento "se l’Iran dovesse continuare a mantenere vincoli nello Stretto di Hormuz e un’ulteriore escalation alimentasse effetti di secondo impatto".   Bank of England ferma per tutto il 2026La Bank of England è già un passo avanti alla BCE, essendo i tassi d'interesse già in territorio restrittivo. Ne consegue che da Londra non si attendono altri interventi, almeno per tutto il 2026, anche se l'inflazione dovesse aumentare. Solo un aumento "significativo" dei prezzi del gas potrebbe giustificare un intervento a sorpresa, ma  il governatore Andrew Bailey ha già smentito i rumors di un possibile rialzo dei tassi d'interesse. "Nonostante la decisione unanime di mantenere i tassi invariati a marzo, riteniamo che il comitato rimanga fortemente diviso", spiega ING, aggiungendo "prevediamo almeno un voto a favore di un aumento nella riunione di questo mese".Bank of Japan pronta a due rialzo dei tassi quest'annoSituazione ribaltata in Giappone, dove l'economia si è mostrata più resiliente e l'inflazione si è spinta vicino al target del 2%. Per questo, la tendenza dei tassi si conferma al rialzo con un'orizzonte anche di breve termine. Gli esperti di ING vedono in particolare un "primo aumento" dei tassi d'interesse da parte della BoJ "ad aprile, anziché a giugno", e un "successivo rialzo a ottobre 2026 anziché a gennaio 2027". "Le recenti dichiarazioni accomodanti del governatore Kazuo Ueda - si sottolinea - hanno smorzato le aspettative di un rialzo dei tassi ad aprile, ma riteniamo che il suo intento fosse quello di sottolineare l'incertezza piuttosto che escludere la possibilità di un aumento".
Fonte: Teleborsa