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Economia
29 minuti fa

PMI italiane: più imprese e occupazione, ma produttività non accelera

(Teleborsa) - Le PMI italiane sono più numerose e impiegano oltre 900 mila persone in più rispetto al 2019, ma non sono diventate mediamente più grandi né più produttive. È quanto emerge dall’analisi di Cerved presentata a Datamade - Dati per costruire la crescita, il confronto con imprese e istituzioni promosso insieme a Elite - Gruppo Euronext e Intesa Sanpaolo.PMI italiane: più imprese e occupazione  Nello specifico, secondo l’analisi, tra il 2019 e il 2025 il numero di PMI attive in Italia (società di capitali) è cresciuto del 21% passando da 179.644 a 217.800 imprese. Tuttavia, ciò è dovuto principalmente alla “migrazione dimensionale” dalla classe Micro alla classe Piccole e Medie, per il superamento della soglia dei 10 addetti: tra le imprese presenti sia nel 2019 sia nel 2024, circa l’8,2% è diventata Media e il 9,6% delle Medie è entrato nelle Grandi. Le PMI occupano 5,63 milioni di lavoratori (+20% rispetto al 2019 quando erano 4,69 milioni), ma la dimensione mediana di ciascuna classe resta stabile, perché ognuna “cede” a quella superiore e contemporaneamente si rialimenta continuamente dal basso, inglobando aziende mediamente meno produttive.ma la produttività non accelera“L’aumento del numero delle PMI e degli occupati è un segnale importante, ma non sufficiente. I dati mostrano che la priorità è trasformare questa crescita in maggiore produttività e capacità dimensionale. È su questo passaggio che si misura la competitività del nostro sistema produttivo”, ha dichiarato Luca Peyrano, CEO di Cerved. Sul piano economico, il fatturato reale aggregato delle PMI cresce rispetto al 2019, seppur meno dell’occupazione (ma cala il fatturato reale dell'impresa mediana in tutte le classi dimensionali), e la marginalità migliora. L’EBITDA reale mediano aumenta del 20% per le Piccole e del 15% per le Medie, più per il contenimento dei costi che per la crescita dei ricavi. Tuttavia, il principale nodo strutturale resta la produttività, che torna sui livelli pre-pandemici dopo il rimbalzo riscontrato nel 2021 per tutte le classi dimensionali. Tra le aziende medie che non sono passate alla classe dimensionale superiore, la produttività si è ridotta del 3,9%. Permane anche un divario territorialeLa produttività delle PMI del Sud e delle Isole è inferiore di circa un quarto rispetto a quella delle imprese del Nord. Allo stesso tempo, il Mezzogiorno ha aumentato il proprio peso sia sul numero delle PMI attive sia sull’occupazione complessiva, con una crescita di tre punti percentuali rispetto al 2019. Il divario di produttività non mostra però segnali significativi di riduzione nel periodo analizzato.
Fonte: Teleborsa