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1 ore fa
Federtrasporti sostiene il fermo dell'autotrasporto: "Serve un intervento urgente sul caro carburante"
(Teleborsa) - Federtrasporti esprime il proprio pieno e convinto sostegno alla decisione assunta da Unatras di proclamare il fermo dei servizi di autotrasporto merci dal 25 al 29 maggio. Un sostegno che arriva dal cuore produttivo del settore: dalle decine e decine di imprese aggregate nel gruppo, che ogni giorno stanno toccando con mano gli effetti devastanti della crisi energetica e chiedono alle istituzioni interventi rapidi, mirati e proporzionati alla gravità del momento. Il presidente di Federtrasporti, Claudio Villa, definisce "inappuntabili" tanto le motivazioni quanto le modalità con cui Unatras ha maturato la propria scelta, sottolineando in particolare il senso di responsabilità dimostrato nel programmare il fermo con un preavviso di circa trentacinque giorni. "Trentacinque giorni – evidenzia Villa – non sono un’incognita per il Paese, sono un’opportunità preziosa che il Governo ha davanti a sé per aprire immediatamente un confronto serio e concreto con il settore. Un’opportunità che non può essere ignorata. E che si trasforma, di fatto, in un banco di prova sulla capacità delle istituzioni di ascoltare chi il lavoro lo fa ogni giorno".Secondo Federtrasporti, la situazione ha ormai superato il livello di allarme. Il fermo, normalmente l’ultima carta che il settore sceglie di giocarsi quando tutte le altre sono state inutilmente tentate, in questo caso non è più una forma di pressione politica: è il riconoscimento di una realtà economica diventata insostenibile. "Non siamo più di fronte a una protesta – afferma Villa – ma alla presa d’atto di una realtà economica fuori controllo. L’aumento del costo del gasolio, superiore al 30 per cento in poche settimane, sta portando moltissime imprese a lavorare in perdita. In queste condizioni continuare a far viaggiare i mezzi significa perdere denaro a ogni chilometro percorso. Il fermo non è più uno strumento di pressione: è una conseguenza inevitabile, una scelta obbligata per non dissanguare le aziende".Un messaggio che Federtrasporti rivolge anche all’opinione pubblica e alla committenza: il fermo di fine maggio non è il frutto del capriccio di una categoria, ma la risposta obbligata di un comparto che non può continuare a sostenere un divario tra costi reali e corrispettivi diventato ormai strutturale. È su questo punto che Federtrasporti alza l’asticella del confronto con il Governo. L’esperienza delle ultime settimane ha dimostrato che gli interventi generici, pensati per la generalità dei consumatori, non solo non aiutano l’autotrasporto ma in alcuni casi peggiorano la situazione delle imprese. "Il taglio delle accise – denuncia Villa – è una misura a pioggia che ha prodotto due effetti distorsivi di cui il Governo deve farsi carico. Da un lato ha generato confusione nella committenza, con casi concreti di clienti che hanno rifiutato di applicare la clausola del fuel surcharge sostenendo che l’autotrasporto fosse già stato aiutato. Dall’altro, ha prodotto un paradosso a dir poco inaccettabile: ha ridotto il rimborso delle accise alle imprese con il parco veicolare più moderno e a minor impatto ambientale. Cioè proprio quelle che in questi anni hanno investito, creato lavoro qualificato e contribuito alla transizione ecologica del Paese".Da qui la richiesta, che Federtrasporti formula con chiarezza, di archiviare la logica dell’intervento generico e indiscriminato e di costruire una misura cucita sul settore, capace di tutelare chi in questi anni ha fatto le scelte giuste e ora si ritrova penalizzato due volte: dal caro carburante e dalla stessa risposta pubblica alla crisi. Federtrasporti chiede al Governo di intervenire con urgenza e con strumenti realmente efficaci. Il primo punto irrinunciabile è il riconoscimento di un credito d’imposta che consenta alle imprese di recuperare il mancato rimborso delle accise nel periodo compreso tra il 19 marzo e il primo maggio 2026 o comunque strumenti fiscali equivalenti in grado di compensare l’aumento dei costi del carburante registrato negli ultimi mesi."Le imprese – sottolinea il presidente di Federtrasporti – non chiedono assistenza. Chiedono le condizioni minime per poter continuare a operare coprendo almeno i costi. Chiedono una misura dedicata, misurata sui numeri reali del settore. In assenza di risposte rapide e mirate, il rischio è che il fermo di fine maggio diventi soltanto l’inizio di una fase ben più ampia e difficile da gestire, sia per le imprese sia per il Paese".Federtrasporti, attraverso questa presa di posizione, intende soprattutto far arrivare alle associazioni riunite in Unatras il sostegno concreto delle imprese aggregate al gruppo. Sono loro, ogni giorno, a misurare a fine mese la distanza che separa i costi reali dell’attività dai compensi che il mercato è disposto a riconoscere. Sono loro a rappresentare quel tessuto produttivo che tiene in piedi la logistica del Paese e che ora attende dal Governo iniziative all’altezza della situazione. Il presidente Claudio Villa conclude richiamando ciascuno al proprio ruolo: "Le associazioni di categoria stanno facendo la loro parte con equilibrio e responsabilità. Le imprese, attraverso Federtrasporti, fanno sentire la propria voce a sostegno di quelle scelte. Ora tocca al Governo mostrare la stessa responsabilità: usare i prossimi 35 giorni per aprire un tavolo vero, produrre una proposta dedicata al settore e restituire alle imprese la condizione minima per lavorare senza perdere. Non c’è più spazio per soluzioni simboliche".
Fonte: Teleborsa