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Economia
1 ore fa
Panetta (Bankitalia): rafforzare capacità di mobilitare capitali verso imprese che innovano
(Teleborsa) - "L'intelligenza artificiale (AI) non è più una prospettiva lontana. È già entrata nei processi produttivi, nei servizi, nella ricerca, nella vita quotidiana. E avanza a una velocità che impone a imprese, istituzioni e sistema finanziario di agire con altrettanta rapidità". Lo ha detto Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia, aprendo la conferenza organizzata congiuntamente da Bankitalia e Banca europea per gli investimenti.Come già ricordato nelle Considerazioni finali di quest'anno, Panetta ha detto che "una diffusione ampia e tempestiva dell'IA può contribuire in modo significativo al rilancio della produttività nel nostro paese" e che "è un'opportunità rilevante, soprattutto per un'economia come quella italiana, ricca di competenze industriali, specializzazioni produttive e dati generati ogni giorno dalle imprese".Secondo il Governatore, "i benefici possono essere particolarmente importanti nella manifattura", con l'intelligenza artificiale che può aiutare a prevenire guasti, ridurre sprechi, ottimizzare l'uso di energia e materiali, accelerare la progettazione, migliorare la qualità dei prodotti. "Come in ogni grande trasformazione tecnologica, alcune attività cambieranno profondamente, altre nasceranno - ha sottolineato - La differenza rispetto al passato è la velocità del cambiamento. Per questo la transizione va preparata e governata: occorre investire nelle competenze, accompagnare i lavoratori più esposti, evitare che i benefici si concentrino in poche imprese, in pochi settori o in pochi territori".Questa trasformazione "richiederà alle imprese investimenti ingenti, diversi per natura da quelli tradizionali - ha sostenuto - Molti saranno immateriali: ricerca, software, dati, competenze, organizzazione. Sono investimenti difficili da valutare dall'esterno, spesso rischiosi, con ritorni incerti e lontani nel tempo". Qui entra in gioco il sistema finanziario e secondo Panetta "l'Italia e l'Europa non partono da zero" perché "hanno risparmio, ricerca, imprese, competenze. Ma troppo spesso queste risorse non si combinano nella scala necessaria per sostenere i progetti più ambiziosi. Dobbiamo rafforzare la capacità di mobilitare capitali verso le imprese che innovano, crescono e trasformano la ricerca in applicazioni concrete".
Fonte: Teleborsa