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1 ore fa
Gismondi 1754, fatturato semestrale balza del 21% spinto dal Wholesale USA
(Teleborsa) - Il settore del lusso e della gioielleria ha mostrato segnali di recupero nel secondo trimestre 2026 rispetto al rallentamento dell’anno precedente. Nonostante persistano alcune incertezze geopolitiche e macroeconomiche, la domanda nei canali diretti e premium ha sostenuto la performance del Gruppo.Nel secondo trimestre 2026, Gismondi ha registrato un giro d'affari di 1,7 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto a 1,6 milioni dello stesso periodo 2025. A spingere la crescita sono stati soprattutto il Wholesale USA, le Special Sales, la performance positivadei negozi e il segmento Wholesale Altro, il cui incremento è stato interamente determinato dall'acquisizione di nuovi clienti canadesi, premiando la scelta di puntare su canali ad alta marginalità.La crescita del secondo trimestre 2026 ha impattato positivamente anche sul bilancio del semestre, che evidenzia un deciso aumento del fatturato complessivo su base annua pari a 6,3 milioni, +21% rispetto a 5,2 milioni del 30 giugno 2025.Guardando al futuro, Gismondi persegue la sua strategia di espansione globale, focalizzandosi sui mercati dal maggiore potenziale per garantire un business solido e in continua crescita.Rispetto ai dati di fatturato per canale di vendita, al 30 giugno 2026 si evidenzia una concentrazione dei ricavi nei canali Wholesale, Retail e Special sales. In particolare, il canale Wholesale ha incrementato il proprio peso passando dal 23% del 30 giugno 2025 al 59% del 30 giugno 2026. Parallelamente, il canale Retail ha ridotto la propria incidenza rispetto al 30 giugno 2025 passando dal 32% al 16%. Analogamente l’incidenza del canale franchising si è ridotta dall’11% al 5%, quella del canale Production si è ridotta dal6% all’1%, e il peso del canale Special Sales è passato dal 27% al 20%.Da una analisi dei ricavi per area geografica, si osserva la forte crescita dell’incidenza degli Stati Uniti, che passano dall’8% al 30 giugno 2025, al 20% registrato al 30 giugno 2026. Si riduce invece il peso di Italia e Svizzera, mentre aumenta l’incidenza della Repubblica Ceca e di Altri Paesi, a testimonianza di una maggiore diversificazione dei ricavi.
Fonte: Teleborsa