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34 minuti fa

Gasolio, Federtrasporti: "Basta emergenze. Il costo del carburante va trasferito in automatico sulle tariffe di trasporto"

(Teleborsa) - Il credito d’imposta sul gasolio nasce per tamponare un’emergenza: le imprese di autotrasporto devono comunque acquistare carburante, anche a prezzi altissimi, per muovere le merci e garantire un servizio essenziale all’economia. Ma un tampone non può diventare una cura e una misura pensata per l’emergenza non può trasformarsi nel modo ordinario di gestire ogni oscillazione del prezzo del gasolio. "In una situazione straordinaria – spiega il presidente di Federtrasporti, Claudio Villa – è comprensibile ricorrere a misure straordinarie. Il problema è che, nel tentativo di accontentare tutti, abbiamo costruito una procedura nuova, complessa e burocratica, che aggiunge difficoltà a imprese già affaticate".Il credito d’imposta si è sovrapposto al contemporaneo taglio delle accise, introducendo procedimenti, piattaforme e parametri con cui le imprese devono destreggiarsi per recuperare parte della maggiore spesa sostenuta. "Forse sarebbe stato meglio non toccare il vecchio meccanismo, lineare e conosciuto da tutti – sottolinea Villa –. Il recupero delle accise funziona da tempo e si basa su un criterio semplice: 26,5 centesimi per ogni litro di gasolio. Perché, in un momento già difficile, sostituire una procedura chiara con una più contorta?".E poi c’è il tema dei tempi. "Se la procedura è rigida – incalza Villa – almeno rendiamo flessibile l’ultimo passaggio per consentire di utilizzare il credito anche oltre il 31 dicembre 2026. Non ha senso perdere un beneficio per una scadenza amministrativa".Questa è la questione contingente. Il problema strutturale è un altro.Il fisco non può inseguire il prezzo del gasolioIl carburante è un costo obbligato del trasporto, ma il suo prezzo dipende da dinamiche internazionali e geopolitiche che il vettore non controlla e non può prevedere. Per questo, secondo Federtrasporti, la soluzione non può essere un nuovo intervento pubblico ogni volta che il prezzo si muove. "Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza permanente – prosegue Villa –. Se il prezzo del carburante sale o scende rapidamente, serve una regola che automaticamente tengo conto di tali variazioni".La soluzione è la fuel surchargeFedertrasporti indica una strada precisa: la fuel surcharge, il meccanismo che adegua in automatico il corrispettivo del trasporto alla variazione del costo del carburante. Il principio esiste già nella normativa. Manca soltanto un elemento decisivo: quantificare l’incidenza del gasolio sul totale dei costi di esercizio.In pratica, l’adeguamento dovrebbe avvenire moltiplicando il corrispettivo contrattuale concesso al vettore per l’incidenza del gasolio sui costi operativi e per la variazione percentuale dell’indice del prezzo del gasolio (rilevato e pubblicato mensilmente dal Ministero dell’Ambiente).La quota carburante non può essere uguale per tutti: cambia con il settore, il servizio, le percorrenze, i veicoli. Per questo va definita nei contratti oppure attraverso accordi di settore tra gli attori della filiera, con parametri condivisi per ogni tipologia di trasporto.Per Federtrasporti la prospettiva deve quindi cambiare e deve cambiare ora: dal sostegno pubblico occasionale a una norma contrattuale permanente, rafforzata tramite un criterio chiaro con cui trasferire le variazioni del prezzo del carburante direttamente sulla tariffa. E "il gasolio deve smettere di essere un’emergenza da tamponare con un decreto e diventare finalmente una variabile da gestire con una regola".
Fonte: Teleborsa