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34 minuti fa
Wall Street, crescita record degli utili ma non è ancora una bolla: la view di Goldman Sachs
(Teleborsa) - Wall Street si interroga sulla sostenibilità degli utili record delle società americane, e il sospetto che si sia di fronte a una bolla è tutt'altro che infondato. Eppure il quadro che emerge non racconta di una crescita drogata destinata a implodere, quanto piuttosto di un ciclo di redditività eccezionale, alimentato da fattori in parte transitori, che nei prossimi anni è destinato a normalizzarsi senza però collassare.Gli utili dell'S&P 500 sono cresciuti del 51% su base annua nel secondo trimestre e del 26% negli ultimi quattro trimestri, un ritmo superato negli ultimi trent'anni solo nelle fasi di rimbalzo post-recessione del 2010 e del 2021, secondo una ricerca di Goldman Sachs sul tema. Il multiplo prezzo/utili a termine dell'indice si attesta a 19 volte, in linea con la media decennale, ma calcolato sugli utili di lungo periodo il multiplo ha raggiunto livelli che non si vedevano dai tempi della bolla delle dot-com.Secondo la banca d'affari, esistono effettivamente alcuni fattori che stanno temporaneamente gonfiando la redditività delle aziende, ma lo scenario di base prevede un rallentamento della crescita degli utili, non un crollo. Le stime indicano un aumento dell'utile per azione dell'11% sia nel 2027 sia nel 2028, sostenuto da una solida crescita del PIL e da un contributo dell'intelligenza artificiale che passerà gradualmente da spinta agli investimenti a beneficio in termini di produttività.Il primo elemento di "over-earning" individuato riguarda proprio la spesa in conto capitale legata all'AI: gli investimenti dei grandi hyperscaler quest'anno dovrebbero raggiungere 800 miliardi di dollari, in crescita del 94% rispetto al 2025, e hanno contribuito per quasi la metà alla crescita degli utili dell'indice. Questo effetto positivo dovrebbe però attenuarsi progressivamente, mano a mano che l'aumento degli ammortamenti legati a tali investimenti compenserà i benefici della nuova spesa: dagli 11 punti percentuali di spinta stimati per quest'anno si passerebbe a un contributo negativo entro il 2028.Un secondo fattore di rischio è legato ai margini dei semiconduttori, saliti a livelli record grazie alla domanda robusta e all'offerta limitata, soprattutto nel segmento della memoria. Un'eventuale normalizzazione dei margini lordi del settore, dal 70% attuale alla media storica del 55%, taglierebbe gli utili complessivi dell'indice di circa il 10%, segnale della forte sensibilità dei conti aggregati alle sorti di un singolo comparto.Il terzo elemento riguarda le plusvalenze contabili generate dalle partecipazioni azionarie dei grandi gruppi tecnologici in società private, che nel solo secondo trimestre hanno superato i 150 miliardi di dollari, pari a circa il 12% degli utili complessivi dell'indice. Si tratta di proventi straordinari destinati a ridimensionarsi nel 2027: senza questo effetto, la crescita degli utili attesa per il prossimo anno salirebbe al 18% dall'11% del dato headline.Nonostante questi elementi di fragilità, i prezzi di mercato sembrano già riflettere un certo scetticismo sulla tenuta della redditività attuale, con le quotazioni dei titoli tecnologici e dei semiconduttori che negli ultimi mesi hanno rallentato rispetto alla traiettoria degli utili attesi. Sulla base di queste dinamiche, la view di Goldman Sachs sull'indice resta comunque costruttiva, con un obiettivo di rendimento a dodici mesi del 14%, equivalente a un livello di 8.700 punti, fondato sull'idea che a guidare il mercato toro nei prossimi mesi sarà ancora la crescita degli utili più che un'ulteriore espansione dei multipli.
Fonte: Teleborsa