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51 minuti fa
Equita: prosegue rally "selettivo" con forte stagione degli utili, ora consolidare per poi ripartire
(Teleborsa) - Il mese di maggio 2026 ha "confermato la resilienza dei mercati azionari globali" (Global Equities +4% in USD, +5% in EUR - YTD +12% in USD, +13% in EUR), sostenuti dalla forza degli utili, con la stagione delle trimestrali del primo trimestre 2026 che ha mostrato risultati complessivamente molto solidi e superiori alle attese, in particolare negli USA. Lo scrive Luigi de Bellis, CEO di Equita, nel suo commento mensile. A questo si è aggiunto l'ottimismo legato a una possibile de-escalation del conflitto in Iran, in un contesto comunque caratterizzato da elevata volatilità macro e geopolitica, che ha provocato un forte calo del prezzo del petrolio Brent e ridotto i timori di stagflazione. Indici e titoli italianiI mercati azionari USA hanno sovraperformato quelle europee nel corso del mese (S&P500 +5%, Nasdaq +11% vs. Stoxx600 +3%). Particolarmente brillante la performance del Giappone (Nikkei +12%) sostenuta dal forte momentum del comparto tecnologico e AI-related, dall'aumento dei flussi retail domestici e dal continuo interesse degli investitori internazionali verso il mercato azionario giapponese. In Italia, il FTSE All-Share ha registrato un progresso del +5,8%, trainato soprattutto dalla tecnologia (Technoprobe +80%, STM +30%), dal comparto finanziario (indice All-Share Banks +7,8%) e da alcune industriali esposte al tema data center ed elettrificazione, tra cui LU-VE Group (+20%), Carel Industries (+19%) e Prysmian (+16%). "Un aspetto importante riguarda però la struttura del mercato, perchè il rally degli ultimi trimestri è stato fortemente concentrato in un numero ristretto di titoli e settori (tecnologia, energy, e finanziari negli USA) - sottolinea de Bellis - Questo nei prossimi mesi può rappresentare un elemento positivo in quanto la prossima fase di rialzo potrebbe essere guidata da un ampliamento della partecipazione al mercato".Settori e multipli La stagione degli utili ha registrato risultati nettamente superiori alla media, in particolare negli USA. La crescita degli utili nel primo trimestre 2026 è stata pari a +23% YoY per lo S&P 500 e +5% per lo Stoxx 600, con sorprese positive rispettivamente di +18% e +4% rispetto alle attese di consenso. Il principale driver in USA è stato il blocco AI/tech - Communication Services (EPS +50% YoY) e IT (+29% YoY) - affiancato dai Financials (+24% YoY) che hanno beneficiato di un contesto di tassi favorevoli ai margini di interesse. Il solo settore in territorio negativo nel trimestre è stato l'Healthcare (-3%), penalizzato da una stagione influenzale più debole del previsto e da pressioni sui prezzi dei farmaci. In Europa il quadro è più frammentato: Energy (+20%), IT (+11%) e Financials (+8%) compensano solo parzialmente un Discretionary in forte calo (-19% YoY) e una domanda finale debole. Le prospettive per il 2026-2027 restano costruttive e migliorate rispetto a inizio anno, ma riflettono la stessa concentrazione osservata nel trimestre: le attese di crescita degli utili sono ora pari a +22% per l'MSCI USA (e un ulteriore +15% nel 2027) e +12% per lo MSCI EU, in aumento rispetto ai livelli di inizio anno (+14% e +10% rispettivamente). I multipli degli indici, invece, sono più bassi, grazie ad una crescita degli utili superiori alla performance dei mercati (P/E EU 15,2x vs. 15,8x di inizio anno, P/E USA 21x vs. 22,4x).Focus sui tassiDurante il mese è emerso un nuovo elemento di attenzione: il breakout dei tassi. Il Treasury USA a 10 anni ha rotto con decisione il 4,5% con un picco al 4,7% (ora tornato in area 4,45%), con l'indice di volatilità dei titoli di stato USA (MOVE index) salito fino a 86 (da 72 di inizio mese, ora 69). Il catalyst è stato il PPI USA di aprile a +6% YoY (vs. attese +4,8%) e +1,8% MoM, forte evidenza dell'impatto inflattivo della chiusura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, "il ritorno della volatilità sul mercato obbligazionario riflette a nostro avviso anche altri fattori, ossia l'incertezza sulla funzione di reazione della nuova FED guidata da Warsh, preoccupazioni crescenti sul debito USA e il rischio che il Giappone - storicamente tra i maggiori acquirenti di Treasury - riduca progressivamente la propria domanda di debito estero man mano che i rendimenti domestici più elevati rendono i JGB nuovamente attraenti dopo decenni di tassi a zero", spiega il CEO di Equita. I mercati hanno rapidamente abbandonato qualsiasi aspettativa di taglio dei tassi, prezzando ora un rialzo di 15bps entro fine 2026 (fino al 3,8%). Per quanto riguarda la BCE, il mercato attribuisce una probabilità del 92% a un rialzo già nella riunione di giugno e sconta circa 50bps di aumento cumulato entro fine anno, con il tasso di riferimento atteso intorno al 2,5%. "Continuiamo a ritenere eccessivi i rialzi dei tassi attualmente prezzati dal mercato, sia in EU che USA - si legge nella ricerca - Nel nostro scenario base di progressiva de-escalation geopolitica (sia sul fronte Iran sia Russia–Ucraina), ci attendiamo un graduale raffreddamento delle pressioni inflazionistiche nei prossimi trimestri". In parallelo, in Europa la crescita resta fragile, mentre sia BCE sia FED operano già in territorio restrittivo: ulteriori rialzi rischierebbero quindi di irrigidire ulteriormente le condizioni finanziarie, comprimendo credito, investimenti e marginalità corporate. Negli Stati Uniti, inoltre, l'elevato livello di debito pubblico rafforza la view secondo cui i tassi reali debbano strutturalmente collocarsi in territorio negativo, elemento positivo per l'azionario nel medio-lungo termine.L'outlook sull'azionarioIn conclusione, Equita mantiene una "view moderatamente costruttiva sui mercati azionari, sostenuta da un ciclo degli utili solido e da un contesto di fiscal dominance che a nostro avviso è strutturale e spingerà i tassi reali in territorio negativo favorendo gli asset reali come le azioni". Riduce tuttavia tatticamente l'esposizione azionaria, aumentando la liquidità: i mercati hanno corso significativamente e molto rapidamente nell'ultimo trimestre, e alcuni rischi di breve restano aperti, unito alla stagionalità tipicamente meno favorevole dei mesi estivi. Eventuali fasi di debolezza rappresenteranno a "opportunità per aumentare selettivamente l'esposizione sui temi strutturali di medio termine (reshoring, infrastrutture, energia/rinnovabili, AI/Semiconduttori) in attesa di alcune evidenze di recupero su alcuni settori penalizzati da inizio anno (e.g. consumi, lusso, healthcare)". L'aspettativa è che l'EU nei prossimi trimestri beneficerà di un progressivo miglioramento del contesto macro e finanziario, anche grazie ad un maggior spazio fiscale rispetto alle altre regioni - soprattutto in Germania - a supporto della domanda interna e degli investimenti, con valutazioni ancora ancora a sconto vs. USA e posizionamento degli investitori non affollato.
Fonte: Teleborsa