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39 minuti fa
Trapianti, 4.678 interventi nel 2025: a Bari il Congresso SITO rilancia la donazione
(Teleborsa) - Con 4.678 trapianti di organo eseguiti nel 2025, il dato più alto mai registrato e 36 in più rispetto ai 4.642 del 2024, la rete trapiantologica italiana si presenta al 49° Congresso nazionale della Società Italiana dei Trapianti d’Organo e di Tessuti (SITO),, in corso a Bari fino al 29 settembre, con un bilancio di attività in crescita. Secondo il Report analitico 2025 del Centro nazionale trapianti (CNT), pubblicato ad agosto, il tasso di donazione si è attestato a 29,8 donatori per milione di abitanti, secondo valore tra i grandi Paesi europei dopo la Spagna (51,9) e davanti a Francia (27,6), Regno Unito (20,8) e Germania (11,2). Il congresso, aperto alla presenza del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, mette al centro il consolidamento di questi volumi e il tema del consenso alla donazione.Nel corso del 2025 le terapie intensive italiane hanno segnalato 3.290 potenziali donatori, il 3,9% in più rispetto all’anno precedente, e 1.760 di questi sono diventati donatori effettivi (+1,7%). Le prime rilevazioni del 2026 vanno nella stessa direzione: tra il 1° gennaio e l’8 marzo il CNT ha contato 340 donazioni, contro le 316 dello stesso periodo del 2025, e 837 trapianti, contro 764, con il tasso di opposizione nelle rianimazioni sceso dal 27,7% al 26,9%. In lista d’attesa per un organo restano oltre 8.400 pazienti."La donazione appartiene alla coscienza del singolo cittadino", ha ricordato Gemmato in apertura dei lavori, richiamando istituzioni e operatori a essere "tutti quanti dalla stessa parte della barricata" per spiegare che il gesto non ha costi per chi lo compie e che "da un momento di massimo dolore può nascere una vita".Il fronte su cui la comunità trapiantologica concentra l’attenzione è quello delle dichiarazioni di volontà raccolte dagli uffici anagrafe al rilascio o al rinnovo della carta d’identità elettronica. Nel 2025, su 3.766.794 dichiarazioni registrate nei Comuni, i consensi sono stati il 59,9% e le opposizioni il 40,1%, in aumento dal 36,3% del 2024; nel primo semestre 2026 la quota media dei no si è collocata intorno al 41%, secondo il monitoraggio del Sistema informativo trapianti. Si tratta di un indicatore distinto dalle opposizioni rilevate nelle rianimazioni al momento del decesso, che nel 2025 si sono fermate al 29,2%, in linea con il 28,7% dell’anno precedente.La distribuzione per età dei dinieghi al Comune individua due gruppi. Tra i 18 e i 30 anni le opposizioni sono salite nel 2025 al 39,7%, dal 33,6% del 2024, mentre nelle fasce più anziane la quota cresce con l’età e raggiunge il 50% tra i 71 e gli 80 anni e il 63% oltre gli 81, a fronte di valori più contenuti nelle fasce centrali della popolazione adulta, secondo i dati del CNT.Per i trapiantologi riuniti a Bari la risposta passa da interventi di comunicazione differenziati per target: campagne social capillari sui canali digitali più frequentati dai giovani, per superare reticenze e sfiducia, e un’informazione scientifica rivolta agli over 70 per chiarire che l’età avanzata non esclude di per sé la possibilità di donare. L’idoneità degli organi viene valutata caso per caso sulla base delle condizioni biologiche del donatore: nel 2022 è stato trapiantato con successo a Pisa il fegato di una donatrice deceduta a 100 anni, 10 mesi e 1 giorno, primo prelievo di organi da una persona ultracentenaria documentato al mondo secondo il CNT."I numeri ci dicono che il sistema sanitario funziona e risponde alle esigenze dei pazienti in lista d’attesa, ma il trend dei no al momento del rinnovo dei documenti impone una riflessione profonda e immediata", dichiara Luciano De Carlis, Presidente della Società Italiana Trapianti d’Organo. "Sui giovani dobbiamo investire con i linguaggi dei social media per spiegare il valore etico e sociale della donazione. Tra gli anziani serve invece una corretta informazione scientifica: non si è mai troppo vecchi per donare".Sul piano clinico e organizzativo, il congresso richiama la crescita della donazione a cuore fermo (DCD). Nel 2025 i donatori utilizzati con questa modalità sono stati 428, il 50,7% in più rispetto all’anno precedente e pari al 24,3% del totale, e hanno consentito 897 trapianti (+44,2%), circa il 21% dell’attività da donatore deceduto. A questo sviluppo si accompagna l’impiego delle macchine di perfusione ex vivo per fegato, rene, polmoni e cuore, che permettono di conservare, valutare ed eventualmente ricondizionare gli organi prima dell’impianto, ampliando la quota di donatori utilizzabili in condizioni di sicurezza.Cresce anche la donazione da vivente, che nel 2025 ha contato 387 donatori (+5,7%), 364 di rene e 23 di fegato, con quattro trapianti realizzati nell’ambito delle catene cross-over e la decima donazione samaritana registrata in Italia. Il ricorso alla chirurgia robotica e mininvasiva nel prelievo da vivente, secondo quanto evidenziato nei lavori congressuali, consente al donatore standard di sicurezza elevati, minori complicanze e tempi di recupero più brevi.La scelta di Bari, che ospita per la quinta volta il congresso nazionale della società scientifica, riporta l’attenzione sui centri del Mezzogiorno. Nella graduatoria 2025 del CNT per numero di trapianti, Bari si colloca al terzo posto in Italia con 294 interventi, dopo Torino (482) e Padova (450). Il Policlinico del capoluogo pugliese, primo centro italiano per trapianti di cuore nel 2023 e nel 2024, ha superato nel novembre 2025 la soglia dei 100 trapianti cardiaci nell’anno, un volume che secondo l’azienda ospedaliera lo colloca al primo posto in Europa: al 31 ottobre 2025 i trapianti di cuore eseguiti erano 94, contro i 65 dell’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi."Scegliere Bari per questo appuntamento nazionale ha un significato preciso: testimonia la piena maturità e l’alto livello raggiunto dai centri trapianto del Sud Italia", sottolinea Loreto Gesualdo, presidente del 49° Congresso SITO. "Oggi gli ospedali meridionali esprimono professionalità e competenze al top della chirurgia e della medicina trapiantologica, garantendo standard assistenziali elevati e riducendo la mobilità sanitaria passiva"."La sfida per il futuro è unire l’eccellenza clinica e robotica a una capillare sensibilizzazione culturale del territorio, per far sì che a questo grande sforzo organizzativo corrisponda una risposta altrettanto generosa in termini di consensi alla donazione", prosegue Gesualdo. "Siamo orgogliosi che il Policlinico di Bari sia stato nel 2025 il primo Centro trapianti cuore in Europa con oltre 100 interventi".Il congresso, intitolato "Connecting Expertise in Transplant Medicine: Science, Care and Future Perspectives", si chiude il 29 settembre. Accanto agli organi solidi, la rete nazionale ha registrato nel 2025 anche 16.825 donazioni di tessuti (+5,6%) e 27.354 trapianti di tessuto (+2,6%), mentre il Registro italiano dei donatori di midollo osseo ha raggiunto 525.682 iscritti attivi. La dichiarazione di volontà resa al Comune può essere modificata in qualsiasi momento, e fa fede l’ultima espressa in ordine di tempo.
Fonte: Teleborsa