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1 ore fa

Dfp, Brunetta (CNEL): necessaria risposta europea a crisi energetica

(Teleborsa) - Il presidente del Cnel Renato Brunetta ha delineato davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato uno scenario a due velocità sul conflitto in Medio Oriente e sulle sue conseguenze energetiche per l'Italia e l'Europa.Il messaggio centrale è di carattere temporale: "Se la guerra o il blocco di Hormuz continua ancora per 3 o 4 settimane, la gravità della crisi può essere assorbita nei prossimi 6 mesi, ma oltre quel limite la recessione si farebbe sentire in modo molto più grave". Brunetta ha tracciato due scenari: "uno ottimistico, che valuta in maniera limitata i quasi due mesi di crisi trascorsi, e uno molto più critico legato al perdurare dello stallo nelle prossime settimane", con il rischio concreto di "una recessione mondiale."Sul fronte della vulnerabilità energetica italiana, i numeri sono eloquenti: "L'Unione Europea dipende dall'estero per il 57% del suo fabbisogno di energia e l'Italia addirittura per il 74%". In particolare, "l'Italia si rifornisce dai Paesi del Golfo per l'11% del suo fabbisogno di petrolio greggio, per il 33% dei prodotti petroliferi e per il 10% del gas naturale". Una dipendenza strutturale che Brunetta ha definito difficilmente risolvibile nel breve: "Non basta diversificare quando ormai non c'è Paese extraeuropeo che possa davvero definirsi politicamente stabile e quindi affidabile".La risposta, per Brunetta, non può che essere europea. "È l'Europa che nel suo insieme deve preparare un piano B, cioè un piano che permetta di affrontare le conseguenze del prolungamento della crisi del Golfo Persico". Agire da soli, ha avvertito, "è attraente ma del tutto sconsigliabile": senza aspettare eventuali sanzioni europee, "sarebbero i mercati finanziari a punirci con tassi più alti e spesa pubblica per interessi più elevata." Il problema è che all'Europa "manca una strategia comune dotata di strumenti finanziari adeguati analoghi a quelli di Next Generation EU, ossia della creazione di uno spazio fiscale che serva strategicamente a ridurre e possibilmente eliminare la vulnerabilità energetica". Sul piano sociale, Brunetta ha richiamato l'urgenza di tutelare le fasce più deboli: "Non vanno sottovalutate le sofferenze di chi già era in condizioni di povertà e grave deprivazione sociale e di chi era appena sopra la soglia della povertà prima di questa crisi. L'aumento del costo dell'energia è insopportabile per gli uni e gli altri. Ogni intervento possibile va indirizzato ad attenuare l'impatto del caro-energia su quelle famiglie".
Fonte: Teleborsa