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Economia
1 ore fa
Italia, Prometeia alza stime sul PIL 2026 a +0,7% e sull'inflazione al 3,1%
(Teleborsa) - Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita del PIL italiano nel 2026 a 0,7%, da 0,4% stimato a marzo e 0,5% di maggio, affermando che l'economia "mostra una tenuta superiore alle attese nel breve periodo". Il primo trimestre del 2026 è risultato migliore delle previsioni e la revisione al rialzo della stima riflette il recupero dei consumi, la ripresa degli investimenti dopo lo sblocco dei crediti d'imposta di Transizione 5.0, il picco di spesa del PNRR atteso nel corso dell'anno e un contributo positivo, seppure volatile, delle esportazioni.Il PIL è cresciuto dello 0,3% congiunturale per il secondo trimestre consecutivo, superando le attese di marzo. Gli indicatori ad alta frequenza più recenti suggeriscono per il secondo trimestre una fase di stagnazione più che una flessione. Nel complesso, quindi, il quadro appare più favorevole rispetto a tre mesi fa, pur risentendo delle tensioni geopolitiche e delle prime pressioni inflazionistiche. Secondo Prometeia l'inflazione al consumo supererà il 4% a fine 2026, dall'1,4% del primo trimestre dell'anno, per effetto del progressivo trasferimento degli impulsi inflazionistici lungo le filiere produttive.Su base media annua, l'inflazione si attesterebbe al 3,1% (contro il 3,0% previsto in maggio), un livello inferiore ai picchi del passato recente ma non privo di effetti sulla domanda. Rispetto agli altri paesi europei, infatti, in Italia i prezzi delle componenti non energetiche mostrano una maggiore reattività e persistenza rispetto ai rincari energetici, con impatti più duraturi sui consumi delle famiglie.In questo contesto, la crescita tendenziale del PIL rallenterebbe dal +0,8% del primo trimestre al +0,4% del quarto, determinando una crescita media annua dello 0,7%, invariata rispetto al 2025 ma 0,3 punti percentuali più elevata rispetto alle stime di marzo. "Al netto degli investimenti aggiuntivi resi possibili dai fondi europei, la crescita media del biennio 2025-2026 risulterebbe quasi dimezzata, evidenziando la difficoltà di mantenere lo stesso ritmo una volta esaurito lo stimolo pubblico"; viene sottolineato nel rapporto.In prospettiva, la crescita del PIL è attesa decelerare allo 0,4% nel 2027, per poi stabilizzarsi allo 0,5% nel 2028 e allo 0,4% nel 2029. Il profilo riflette "investimenti ancora sostenuti ma in rallentamento, consumi penalizzati dagli aumenti pregressi dei prezzi e un contributo delle esportazioni destinato a tornare rilevante, grazie alla resilienza mostrata dall'industria italiana anche nella fase più acuta della guerra dei dazi".
Fonte: Teleborsa