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45 minuti fa

STAR, margini giù e stime al ribasso: Value Track trova 9 titoli che nuotano controcorrente

(Teleborsa) - Il primo trimestre 2026 ha consegnato un verdetto abbastanza chiaro sul segmento STAR di Borsa Italiana: la crescita c'è, ma si è fatta più sottile. Value Track SIM, nella sua analisi post-earnings season, fotografa un comparto in cui i ricavi corrono ancora, i margini arrancano e le stime degli analisti lasciano poco spazio all'ottimismo. Il messaggio agli investitori è di restare difensivi, puntando su quelle aziende in grado di coniugare tendenze strutturali di lungo periodo con un buon momentum di breve.I sei messaggi chiave del report sono sintetici ma netti: crescita organica dei ricavi a una sola cifra bassa nel trimestre, utile netto sostanzialmente invariato rispetto allo stesso periodo del 2025, nessuno spazio per revisioni al rialzo significative delle stime di consensus per l'intero 2026. Il segmento STAR è risultato quello con le revisioni al ribasso degli utili più pesanti da inizio anno, l'indice STAR è il peggiore performer rispetto agli altri indici italiani da gennaio e le valutazioni delle società del segmento si sono allineate a quelle del mercato azionario italiano nel suo complesso - un segnale che il premio pagato in passato per la qualità dello STAR si è assottigliato.I numeri del trimestreGuardando ai dati aggregati del campione analizzato da Value Track, che comprende 58 società, il quadro del primo trimestre 2026 è quello di una crescita trainata dai ricavi ma frenata a livello di redditività operativa. Il fatturato aggregato è salito a 9,73 miliardi di euro dai 8,55 miliardi del primo trimestre 2025, con un aumento del 14%. L'EBITDA è cresciuto del 7%, a 1,23 miliardi, ma il margine si è ridotto di 79 punti base, scendendo dal 13,5% al 12,7%. L'utile netto adjusted ha segnato un modesto +4%, passando da 477 a 494 milioni di euro. Il debito netto adjusted si è leggermente contratto, da 5,93 a 5,75 miliardi, con un rapporto Debito/EBITDA annualizzato che passa da 1,3x a 1,2x.Il dato che preoccupa di più, però, è quello del "run rate", cioè il peso del primo trimestre rispetto alle stime di consensus per l'intero 2026. Per l'EBIT, l'incidenza del 1Q26 sulle stime annuali è scesa al 19,9% rispetto al 22% registrato un anno fa: un segnale che il resto dell'anno dovrà fare molto di più per centrare le previsioni. Al contrario, l'utile netto adjusted mostra un run rate più favorevole (24% contro il 19,8% del 2025), ma questo dato riflette anche effetti fiscali e finanziari particolari più che un miglioramento strutturale della redditività operativa. Le tre grandi idee di investimentoIn questo contesto, Value Track individua tre grandi filoni tematici su cui costruire il portafoglio. Il primo è quello dei cosiddetti "B2B Enablers": aziende mission-critical che abilitano la transizione digitale e quella verde. Si parla di IT consulting, infrastrutture cloud e cybersecurity da un lato, di smart grid, efficienza energetica ed elettrificazione dall'altro. Il secondo filone è la "Made in Italy Excellence", ovvero quei campioni di nicchia che operano su scala globale con forte potere di prezzo e margini premium. Il terzo è più opportunistico: "Momentum & Special Cases", ovvero esposizioni selettive a catalizzatori di breve-medio periodo come operazioni di M&A o venti ciclici favorevoli.Le top pick: nove nomi per navigare l'incertezzaCoerentemente con questa filosofia, Value Track presenta una lista di nove titoli consigliati che uniscono solidità strutturale e buon momentum: Cembre, Carel Industries, CY4Gate, D'Amico International Shipping, Esprinet, Fiera Milano, LU-VE, SECO e Tesmec.Tra i più brillanti per performance recente spicca LU-VE, con un rialzo del 68,4% negli ultimi tre mesi, e Carel Industries a +48,5%. Entrambe sono esposte sia al tema tecnologico che a quello della transizione verde. Sul fronte delle valutazioni, Tesmec ed Esprinet offrono i multipli più contenuti (rispettivamente 4,9x e 5,1x EV/EBITDA sul primo anno), mentre SECO presenta il maggiore potenziale di rivalutazione sul target price, con un upside stimato del 37%. Fiera Milano, dopo un primo trimestre straordinario in termini di miglioramento dell'EBIT, tratta a 7,0x EV/EBITDA FY1 e offre un upside del 6,4%.Le aziende a più rapida crescitaSul fronte della crescita del fatturato, il report evidenzia che due società sono riuscite a espandere i ricavi organicamente di oltre il 50% su base annua nel trimestre. La maglia rosa va a CY4Gate, con una crescita organica del 139% - un balzo che riflette l'impennata della domanda nel settore della cybersecurity. Al secondo posto, distaccata ma significativa, Fiera Milano con una crescita organica dell'83,5%, grazie al favorevole confronto con un primo trimestre 2025 condizionato dal calendario delle fiere. Guardando alla crescita assoluta in euro, Newprinces guida la classifica con un incremento di 823,9 milioni (da 672,7 a 1.496,6 milioni), ma si tratta in larga misura di crescita da acquisizione, con il dato organico che segna addirittura un -7,5%.Tra gli altri nomi in evidenza per la crescita organica, oltre a CY4Gate e Fiera Milano spiccano Eurotech (+29%), Carel Industries (+19,7%), Avio (+19,0%) e TXT e-Solutions (+17,3%). I margini miglioriSul fronte della redditività, il report certifica che nel primo trimestre 2026 cinque società hanno superato il 20% di margine EBIT e otto si sono attestate sopra il 17%. In cima alla classifica per EBITDA margin (tra le società con EBITDA superiore a 5 milioni) troviamo IGD a 73,2%, seguita da D'Amico a 60,5% e Ascopiave a 50,3%. Per l'EBIT margin, il podio è ancora di IGD (54,9%), D'Amico (43,2%) e Fiera Milano (29,1%), con Cembre subito dopo al 28,1%.In termini di miglioramento assoluto dell'EBIT rispetto al primo trimestre 2025, Fiera Milano svetta nettamente con +37,2 milioni di euro (l'anno scorso era ancora in territorio negativo a -0,4 milioni), seguita da Carel Industries (+10,7 milioni) e Moltiply Group (+10,3 milioni). In percentuale, il salto più spettacolare è quello di Neodecortech, il cui EBIT è cresciuto del 367% con il margine che è passato dal 3,0% al 15,1%, seguita da Zignago Vetro (+128% al 10% di margine) e Aquafil (+110% al 6% di margine). La liquidità e il debitoPer quanto riguarda la generazione di cassa, il report evidenzia che 19 società hanno prodotto un free cash flow adjusted superiore a 10 milioni nel trimestre, un numero significativo ma che lascia la maggioranza del campione ancora sotto quella soglia. Reply guida la classifica delle società con la maggiore posizione di cassa netta (643 milioni), seguita da Avio (559 milioni) e Cembre (304 milioni).Sul fronte opposto, 42 società presentano un debito netto superiore a 3 volte l'EBITDA, un dato che merita attenzione in un contesto di tassi ancora elevati. Amplifon è la società con il maggiore debito netto in valore assoluto (-1.015 milioni), seguita da IGD (-784 milioni) e Ascopiave (-595 milioni). Le performance di BorsaGuardando ai ritorni di mercato, il report registra una fotografia interessante: negli ultimi 12 mesi sono 35 i titoli in territorio positivo contro 25 in negativo, ma nell'ultimo mese la situazione si è ribaltata, con 25 titoli in positivo e 35 in negativo: è un segnale di un recente deterioramento del sentiment sul segmento.Il titolo con la migliore performance a un anno è Tesmec (+236%), seguito da D'Amico (+143%) e LU-VE (+117%). Guardando all'ultimo mese, LU-VE guida ancora (+46%), seguita da Cembre (+27%) e Tesmec (+24%). All'altro capo della classifica, Amplifon (-46%) è il peggior performer annuale, mentre Datalogic e Biesse guidano i ribassi mensili con -26% e -17% rispettivamente. Le revisioni dei target priceSul fronte delle stime degli analisti, il report mostra che le revisioni al rialzo dei target price nell'ultimo anno hanno premiato soprattutto Avio (+175%), Tesmec (+153%) e LU-VE (+99%), mentre le maggiori revisioni al ribasso hanno colpito Amplifon (-52%), MARR (-28%) e Altea Green Power (-25%). Negli ultimi tre mesi, LU-VE (+52%) e D'Amico (+51%) sono stati i titoli con le migliori revisioni positive, mentre le più pesanti sforbiciate sono toccate ancora ad Amplifon (-28%) e MARR (-23%).
Fonte: Teleborsa