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1 ore fa
L'AI contribuisce all'inflazione negli Stati Uniti ma ha un impatto limitato altrove
(Teleborsa) - L'impulso inflazionistico dell'intelligenza artificiale (AI) attraverso tre canali principali - un'impennata dei prezzi delle memorie, aumenti di prezzo dei pacchetti software associati all'introduzione di strumenti di AI e un aumento dei prezzi dell'elettricità dovuto alla domanda di energia dei data center - sta contribuendo per oltre 0,2 punti percentuali all'inflazione PCE core su base annua negli Stati Uniti, con un potenziale aumento fino a 0,5 punti percentuali entro la fine dell'anno. Lo sostiene Goldman Sachs in una ricerca sul tema, osservando tuttavia che questi contributi sono inferiori a 0,1 punti percentuali per l'indice dei prezzi al consumo core negli Stati Uniti, principalmente a causa del peso minore attribuito a software e accessori.Goldman Sachs ha riscontrato effetti "molto più contenuti" sull'inflazione core negli altri mercati sviluppati. In primo luogo, l'aumento dei prezzi delle memorie avrà un effetto minore in altri paesi rispetto agli Stati Uniti, poiché le categorie direttamente esposte hanno un peso inflazionistico molto inferiore. In secondo luogo, il software rappresenta una quota molto piccola del paniere dell'inflazione al di fuori degli Stati Uniti, quindi l'aumento dell'inflazione di base altrove sarà modesto. In terzo luogo, sebbene la domanda di energia dei data center potrebbe eventualmente far aumentare i prezzi dell'elettricità altrove, gli impatti sono ancora molto limitati.Nel complesso, le stime di Goldman Sachs indicano un aumento massimo dell'inflazione core di circa 8-11 punti base nei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, ben al di sotto del picco di 50 punti base che viene stimato per il PCE core negli Stati Uniti.
Fonte: Teleborsa